“Dario Franceschini mi ha
contattato questa mattina a nome del Pd e mi ha proposto un accordo di
desistenza, cioè mi ha chiesto di non presentare le nostre liste in regioni
chiave quali la Sicilia, la Campania e la Lombardia. Credo siano molto
preoccupati per la continua crescita della nostra lista Rivoluzione Civile”Leoluca Orlando
Ora dunque è il momento di rassicurare. Bersani lo fa con il Washington
Post,aprendo
definitivamente ad un "patto di collaborazione" con Mario Monti dopo
il voto. "Siamo
aperti alla collaborazione", ha spiegato il leader del Centrosinistra,
"non uno scambio di favori, ma la firma di un patto per le riforme e la
ricostruzione del paese".
Anche se la notizia apparsa in rete è stata
smentita dall’interessato, non ho dubbi
su quanto riferito da Leoluca Orlando politico non avvezzo ai gossip da
Transatlantico , pur comprendendo il disagio di Franceschini da una vita deputato
a fare il lavoro scomodo e che, a mio
avviso, avrebbe cambiato drasticamente il cammino del Partito Democratico di
cui è stato segretario nella fase più difficile.
La richiesta di un accordo di desistenza al
Senato è già da giorni che da più parti negli ambienti del PD circolava
lasciando interdetti per la sfacciataggine ed il coraggio di una tale richiesta
a seguito,poi, dei silenzi da parte di Bersani più volte riferiti da Antonio
Ingroia che, in verità, esordì nei primissimi giorni della sua decisione di
candidarsi, con due atti di grande ingenuità politica, facendo appello alla
collaborazione sia al PD che a Grillo, sbagliando tempi e modalità e
ricevendone sbattute di porta in faccia.
Nella rete del PD sin dall’inizio c’è caduto
solo Vendola che solo oggi, convintosi
del percorso che Bersani intende perseguire nel privilegiare la scelta
centrista per inseguire l’uomo del prodigio, “apre” troppo tardi a sinistra non per aver commesso l’errore di ingenuità politica prima ma per non aver
voluto perdere il treno per una sua presenza in un possibile Governo a guida PD
; è triste ma non si riesce a dare una
chiave di lettura diversa in presenza di qualche altro ben più triste precedente e
Vendola, politico intelligente ma eccessivamente ambizioso, un esamino di
coscienza lo dovrebbe pur fare.
Una gran faccia tosta da parte del Partito
Democratico che sembra aver studiato alla scuola del Cavaliere innalzando sugli
altari prima e gettando nell’immondizia poi chi fino a ieri è servito in un
percorso che all’occorrenza potrebbe essere utilizzato ma solo se serve.
Ha perfettamente ragione Luigi De Magistris nel
ritenere un eventuale accordo di desistenza con il PD una operazione di
snaturizzazione della lista di Antonio Ingroia che io ritengo sicuramente
verrebbe a giusta ragione penalizzata per questa scelta scellerata.
Come sempre capita nella vita quando si vogliono
tenere due piedi in una scarpa, il Partito
Democratico lancia l’SOS sparando in aria i colpi del pericolo Berlusconi, ancora seguendo la sua scuola come quando il
Cavaliere a tempo mostra lo spauracchio dei comunisti.
Marta Arancione
RispondiEliminaGiustissimo