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lunedì 14 gennaio 2013

L' SOS del Partito Democratico


“Dario Franceschini mi ha contattato questa mattina a nome del Pd e mi ha proposto un accordo di desistenza, cioè mi ha chiesto di non presentare le nostre liste in regioni chiave quali la Sicilia, la Campania e la Lombardia. Credo siano molto preoccupati per la continua crescita della nostra lista Rivoluzione Civile
Leoluca Orlando

Ora dunque è il momento di rassicurare. Bersani lo fa con il Washington Post,aprendo definitivamente ad un "patto di collaborazione" con Mario Monti dopo il voto. "Siamo aperti alla collaborazione", ha spiegato il leader del Centrosinistra, "non uno scambio di favori, ma la firma di un patto per le riforme e la ricostruzione del paese".

Anche se la notizia apparsa in rete è stata smentita dall’interessato,  non ho dubbi su quanto riferito da Leoluca Orlando politico non avvezzo ai gossip da Transatlantico , pur comprendendo il disagio di Franceschini da una vita deputato a fare il lavoro scomodo e che,  a mio avviso, avrebbe cambiato drasticamente il cammino del Partito Democratico di cui è stato segretario nella fase più difficile.

La richiesta di un accordo di desistenza al Senato è già da giorni che da più parti negli ambienti del PD circolava lasciando interdetti per la sfacciataggine ed il coraggio di una tale richiesta a seguito,poi, dei silenzi da parte di Bersani più volte riferiti da Antonio Ingroia che, in verità, esordì nei primissimi giorni della sua decisione di candidarsi, con due atti di grande ingenuità politica, facendo appello alla collaborazione sia al PD che a Grillo, sbagliando tempi e modalità e ricevendone sbattute di porta in faccia.

Nella rete del PD sin dall’inizio c’è caduto solo Vendola che solo oggi,  convintosi del percorso che Bersani intende perseguire nel privilegiare la scelta centrista per inseguire l’uomo del prodigio, “apre” troppo tardi a sinistra  non per aver commesso l’errore di  ingenuità politica prima ma per non aver voluto perdere il treno per una sua presenza in un possibile Governo a guida PD ; è triste ma non si riesce  a dare una chiave di lettura diversa in presenza di  qualche altro ben più triste precedente e Vendola, politico intelligente ma eccessivamente ambizioso, un esamino di coscienza lo dovrebbe pur fare.

Una gran faccia tosta da parte del Partito Democratico che sembra aver studiato alla scuola del Cavaliere innalzando sugli altari prima e gettando nell’immondizia poi chi fino a ieri è servito in un percorso che all’occorrenza potrebbe essere utilizzato ma solo se serve.

Ha perfettamente ragione Luigi De Magistris nel ritenere un eventuale accordo di desistenza con il PD una operazione di snaturizzazione della lista di Antonio Ingroia che io ritengo sicuramente verrebbe a giusta ragione penalizzata per questa scelta scellerata.

Come sempre capita nella vita quando si vogliono tenere due piedi in una scarpa, il Partito Democratico lancia l’SOS sparando in aria i colpi del pericolo Berlusconi,  ancora seguendo la sua scuola come quando il Cavaliere a tempo mostra lo spauracchio dei comunisti. 

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