Un luogo di incontro,di confronto,di dialogo,di ascolto,di denuncia,per ristabilire la normalità ed il rispetto delle idee politiche e religiose

martedì 3 luglio 2018

Quali cattolici ?



"Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? 39 Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?" 40 E il re risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me". 41 Allora dirà anche a quelli della sua sinistra: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli! 42 Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; 43 fui straniero e non m'accoglieste; nudo e non mi vestiste; malato e in prigione, e non mi visitaste". 44 Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: "Signore, quando ti abbiamo visto aver fame, o sete, o essere straniero, o nudo, o ammalato, o in prigione, e non ti abbiamo assistito?" 45 Allora risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto non l'avete fatto a uno di questi minimi, non l'avete fatto neppure a me". 46 Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna».
Dal Vangelo secondo Matteo.

Dopo la consueta rassegna stampa e uno sguardo ai social, questa mattina mi è saltato agli occhi un post di Greta Fiore, il cui testo ho sopra riportato, persona che stimo particolarmente per le sue riflessioni e coerenza, virtù ormai in disuso da tempo completamente accantonata da quella parte di cattolici attenti a tutte le stupidaggini date in pasto sui sociali e da certa stampa, dove un caso viene moltiplicato per mille per meglio alimentare quella che Luigi de Magistris ha opportunamente chiamato “invasione di odio” .
L'ipocrisia dell'uomo delle Istituzioni che dell'odio ne ha costruito il proprio percorso politico, non è paragonabile al peggiore esponente di quello che fu il partito dei cattolici, che anche nell'ultimo periodo di esistenza, mai arrivò a tanto, come Domenica scorsa a Pontida, mostrando un Rosario nel corso del suo discorso a centinaia di persone che sembravano uscite da un film di Monicelli e, per l'occasione, anche di alcuni meridionali  saliti sul carro del vincitore sbeffeggiati dallo stesso fondatore della Lega Umberto Bossi.
Ma quali cattolici ? Campioni di incoerenza che lo scorso Natale con tono fermo e deciso Papa Bergoglio tenne a sottolineare: la coerenza è una grazia da chiedere oggi”.
Mi chiedo se gli abitudinari della Domenica, quelli a Messa, come per abitudine la Domenica mangiare il ragù, abbiano mai letto, anche di sfuggita un solo rigo di quel passo del Vangelo e che lo stesso omonimo dell'Evangelista dal Rosario facile forse potrebbe anche confondere come una bischerata del Matteo fiorentino.
Battute a parte, come ho avuto modo di scrivere nel precedente articolo Ecce Homo ! , i cuori impietriti imbevuti di egoismo non appartengono ad una categoria lontana dalla nostra realtà, dalla nostra quotidianità, sono molto più vicini di ciò che si possa pensare e il nostro atteggiamento non può e non deve essere di accondiscendenza ma deve trovare il coraggio della repulsione, di condanna per non essere complici di condivisione di massacri e , peggio, di indifferenza.
I facili e sbrigativi cattolici, giudici implacabili  di fedeli di altre religioni, guardino in casa propria, sia lo specchio della propria anima a far funzionare il cervello e comandare opportunamente la parola prima di sentenziare e se ne son capaci, si fermino un attimo, solo un attimo e ricordino almeno un rigo di quel passo dell' l'Evangelista Matteo al quale non c'è scampo.
Si elevi alta la voce del dissenso di quella maggioranza fin troppo silenziosa, in particolare di quanti impegnati nella Chiesa, clero e laici, respingano senza mezzi termini ogni tentativo di disumanizzazione del nostro vivere quotidiano e la Politica faccia la sua parte, il M5S uscito vincitore dalle ultime elezioni e nel quale in tanti hanno riposto fiducia e speranza, respinga senza mezzi termini e con determinazione, l'imbarbarimento in atto. 

sabato 30 giugno 2018

Ecce Homo !


Come ho avuto già occasione più volte di esprimermi ed in particolare con il precedente articolo Vergogna ! Se ancora questa parola ha un sensosi va diffondendo sempre più un clima davvero insopportabile di razzismo puro da non indorare con parole diverse per farlo apparire più come necessità che condizione intrinseca di una gran parte di italiani imbevuti di logiche egoistiche e di ignoranza congenita.

Il personaggio Salvini già ben conosciuto come esponente di primo piano di una forza politica che ha saputo in questi anni tirare fuori il peggio di una parte consistente  di popolazione di alcuni territori dove la cultura è ancora confusa con il termine istruzione rappresentata dai soli titoli scolastici e universitari, è stato capace di proseguire la sua opera anche in territori del sud da sempre sensibili al richiamo dell'uomo forte e muscoloso dalla mascella possente avendo l'abilità di far dimenticare sempre a quella specie di italiani, la truffa di 48 milioni di euro della Lega.

Intelligentemente il neo ducetto padano ha afferrato a volo la grande occasione di mettere al guinzaglio una forza politica in cui molti hanno riposto speranza per un nuovo cammino, prendendo il comando e oscurando del tutto un Presidente del Consiglio in verità sconosciuto a tutti.

Non c'è che dire, una operazione eccezionale di quella politica che da tempo vado definendo mediocre che risponde ad una strategia i cui effetti non tarderanno a farsi riconoscere.

Non importa se fino ad ora non si parla di lavoro, di occupazione, di sanità, di scuola, di università, si parla di ciò che riesce a dare soddisfazione a quella gran parte di italiani egoisti e razzisti con gesti eclatanti che possano eccitare gli animi e poter dire Ecce Homo !, Ecco l'Uomo!

Parlare di porti chiusi, migranti rifiutati, morti in mare finalmente fa riconoscere il vero volto dei tanti che ci circondano nelle famiglie, nelle amicizie, sul lavoro, nei bar, nei ristoranti, al mare, in montagna, ovunque ci siano cuori impietriti capaci di commozione per cani abbandonati e pronti a pigiare il telecomando alla vista di corpi di bambini sulla riva del mare.

I social, la piazza virtuale dove c'è lo stesso mondo fuori della porta di casa, è lo specchio più evidente della disumanizzazione e del vero volto di ciò che è ridotto il genere umano.

Odio genera odio e la forza politica che ha partorito anche Matteo Salvini con la strada spianata per oltre vent'anni dal simbolo del decadimento sociale e culturale e morale di questo Paese, trova terreno fertile a seminare e raccogliere tutto il peggio di quell'Italia che è sempre stata e che mai ha estirpato definitivamente  quel cancro che gettò il Paese nella peggiore tragedia dello scorso secolo.

Dal male e dal peggio talvolta può rinascere quel sentimento e quella voglia di riscatto e di nuovo autentico - non mescolato a chi ha rappresentato una politica vecchia e fallimentare - e che anche  dopo quella tragedia che fu il fascismo uomini veri, politici autentici seppero tirare il Paese fuori dalle macerie per ricostruire l'Italia.

martedì 19 giugno 2018

Vergogna ! Se ancora questa parola ha un senso

Le parole ormai non contano più, neanche più la commozione, pare sia sparita dai commenti e dal cuore di madri, padri, nonne, zii di bambini ben protetti in case sicure, non come i duemila rinchiusi in gabbie come  animaletti separati dalle loro mamme e padri per volere del Presidente del Paese culla della democrazia sbandierata ai quattro venti ma tristemente calpestata nei diritti umani più elementari.

In più parti del mondo guerre alimentate da quell'occidente che finge di non conoscere le motivazioni di quel fiume umano che attraversa deserti e mari per sperare in un giorno di vita.

Pappagalli della politica più mediocre lanciano proclami e provvedimenti inattuabili ma che fanno tanto bene alla propaganda e a soddisfare gli animi di un genere umano sempre più disumanizzato che pare abbia finalmente trovato i propri paladini per un eccitamento generale, che vomita quotidianamente sui social tutto il proprio odio, la propria avversione nei confronti di chi comunque è diverso e non serve ai propri comodi.

Nel silenzio dei paladini del nuovo, dell'onestà gridata ai quattro venti e supportati dai soliti scrivani in attesa di occupare poltrone di televisioni e giornali, rispondono con battute da sagrestia ai proclami di sapore elettorale dei loro compagni d'avventura ormai al comando dell'allegra brigata.

I cristiani della Domenica, quella gran parte di  abitudinari frequentatori settimanali di chiese dove la commozione e la pietà hanno lo spazio di pochi minuti per poi riversarsi sui luoghi di lavoro, in famiglia, al bar, nei circoli e vomitare quanto di peggio su quelli che neanche reputano loro simili ma accogliendoli quando fa comodo per le loro esigenze familiari sottopagandoli.

Vergogna ! Se ancora questa parola ha un senso.

I non sono razzista ma, portateli in casa vostra, aiutiamoli a casa loro, e altre cazzate generate dall'unico elemento comune che è l'ignoranza e l'egoismo, hanno stancato ed è tempo che ciascuno prenda le distanze e isoli i seminatori di odio e si impegni per la costruzione di una società più giusta, più umana , nient'altro che più umana.

Fuori dalla politica  razzisti e seminatori di odio e loro complici, fuori dalle chiese i doublefaces della Fede ipocriti e incoerenti, occorre ricostruire una società volutamente svuotata dei suoi valori fondanti facendo tabula rasa di vecchie e nuove figure inutili e dannose, incapaci e pericolosi, mettendo al centro della politica le persone e i loro bisogni, facendola finita una volta per tutte con i parolai che tanto piacciono a quanti hanno una visione della politica ciarlatana che riesce soltanto a soddisfare egoismi e odi repressi.


lunedì 11 giugno 2018

Quel 32 % a rimorchio


Tanto, troppo si è detto in questi giorni, in queste ore della nave con 600 persone a bordo rifiutate come scarti umani che notoriamente vengono a togliere lavoro agli italiani con compensi che potrebbero arricchire intere famiglie.

Mi disgusta il solo pensare a chi dietro quell'atto volutamente fatto apparire come di forza, da grande decisionista che tanto affascina i nostalgici di quando i treni arrivavano in orario.

Mi disgusta e pertanto lascio perdere perché non sarà né la prima né l'ultima delle occasioni di dimostrare il cambiamento , la novità, che notoriamente nascondono sempre il vuoto, l'incapacità di fare altro, di intervenire alla radice delle questioni.

Quel  32 % sempre più  subalterno  a rimorchio di quel 17 %  è la rappresentazione di ciò che sarà questo governo se continuerà ad aver vita per tutta la legislatura.

Una Lega che attraverso il suo segretario - Vice Presidente del Consiglio e Ministro dell'Interno - sta giocando una partita elettorale cominciata nella giornata stessa dell'insediamento del Governo Conte, una partita studiata con dovizia di particolari che in un Pese come il nostro, da sempre affascinato dalle figure forti, dalle voci altisonanti, dalle frasi fatte che fanno venire la pelle d'oca e orgasmi mentali davvero unici.

Sia chiaro non sottovaluto il personaggio come non ho mai sottovalutato l'incantatore di serpenti che ha tenuto il Paese bloccato per vent'anni ma sottovaluto un elettorato ancora una volta tradito-e questa volta in maniera sfacciata- da una forza politica oggi a rimorchio di un partito che, in verità, non fa altro che attuare coerentemente quanto aveva promesso in campagna elettorale mostrando le caratteristiche di sempre, una volta impersonate dai Bossi, Borghezio, Castelli, Calderoli, Maroni, etc. e oggi condensate in Salvini che velocemente ha messo da parte felpe e magliette con le scritte offensive nei confronti del Sud  mostrando oggi tutta la  vicinanza alla Sicilia e al mezzogiorno, serbatoio di voti, al momento, dei 5 Stelle.

Strategia politica che il Movimento del comunque al Governo sembra non curarsene, ma ancora per quanto ? L'elettorato del 32 % in parte ,al momento, sembra averlo recepito e siamo soltanto a poche settimane dall'avvio della legislatura.

Ipotesi pessimista ? Oppure condivisione di una linea fascioleghista che tra i silenzi del Capo del Governo e dell'altro Vice potrebbero rappresentare la conferma dei dubbi dei molti sul reale volto di quello che  ancora è definito il nuovo, il cambiamento ?

Conosco già la risposta :lasciamoli lavorare 





mercoledì 30 maggio 2018

Sostegno all'azione del Capo dello Stato


Il Presidente della Repubblica ha mostrato una grande conferma di altissima dignità istituzionale nel rappresentare l’unità nazionale e nel tutelare i valori della Costituzione e quindi i giusti interessi del popolo italiano, all’interno della Comunità europea e nel più ampio contesto internazionale.
La reazione scomposta di individuate forze politiche, concorrenti e contrapposte nella campagna elettorale in previsione del voto del 4 marzo u.s., e poi protagoniste di un atipico “contratto di governo” per un programma i cui contenuti non erano stati sottoposti al giudizio degli elettori ed al loro democratico consenso, preoccupano gli autentici democratici.
Ricordiamo ai cittadini che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, come recita il primo articolo della Carta.
Ci rivolgiamo in particolare ai giovani che invitiamo allo studio ed ad una attenta riflessione.
La richiesta di mettere sotto accusa il Capo dello Stato da parte di demagogici agitatori eletti in Parlamento è incostituzionale, offende la Politica, contraddice la ragione.
Noi tutti sosteniamo l’azione del Capo dello Stato che esercita il mandato con fermezza e fedeltà ai principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale.

Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia

Italia Nostra - Napoli

Francesco Paolo Casavola
Aldo Masullo
Pasquale Belfiore
Giuseppe Comella
Francesco de Notaris
Benedetto De Vivo
Guido Donatone
Dino Falconio
Luciano Lombardi
Antonia Manca
Lucio Pirillo
Umberto Ranieri
Isaia Sales
Antonio Salzano

lunedì 28 maggio 2018

Pacco,doppio pacco e contropaccotto



Comunque la si pensi e nel rispetto anche di chi subdolamente aveva nei suoi programmi una rottura con l'Europa nascondendo un piano B, il Presidente della Repubblica ha in maniera ineccepibile applicato la Costituzione facendo un solo errore, esprimendo nel solo Paolo Savona il suo parere negativo non tenendo conto di un altro nome della lista  dei ministri imposta, quello di Matteo Salvini come responsabile del Viminale.

Se del prof.Savona erano ben note le posizioni sull'Europa anche di Matteo Salvini si conoscevano le sue uscite xenofobe, razziste nei confronti degli stessi italiani del sud fino alle esternazioni filo-naziste contro i migranti : “Serve pulizia di massa via per via, quartiere per quartiere” di triste memoria.

Premesso quanto ovvio ma non per i costituzionalisti all'amatriciana, va individuato quello che è il punto fondamentale di una vicenda durata 85 giorni il cui epilogo scontato ha nascosto la truffa nella truffa.

La vicenda mi ha ricordato un film di Nanni Loy, Pacco,doppio pacco e contropaccotto. Il M5S dopo l'ubriacatura comprensibile per il successo elettorale conseguito, che però non gli ha consentito di raggiungere la maggioranza richiesta, ha cancellato in un solo colpo tutto quanto ripetuto ossessivamente nel lungo periodo precedente alle elezioni inventandosi un contratto - di triste memoria berlusconiana- che altro non era che un accordo di programma - cosa ovvia e scontata in ogni coalizione , con la forza politica antimeridionalista per eccellenza, che ha vomitato per anni il peggio del peggio sul mezzogiorno d'Italia, governando per un ventennio senza lasciare una sola traccia positiva di riforme pur occupando giustizia, interno, riforme,etc.

Ma dopo aver fatto il pacco ai propri elettori, ingenuamente non si è reso conto di subire il contropaccotto dal Matteo - a sua volta difensore della truffa comminata ai contribuenti dal mitico Bossi messo in un seggio sicuro ed eletto Senatore per evitargli il pignoramento del vitalizio- che insisteva sul nome di Savona all'Economia rifiutando la proposta del Presidente Mattarella di sostituirlo con Giorgetti della Lega.

Mi chiedo: ma si è chiesto il buon Di Maio il perché di questo rifiuto?

Matteo Salvini ha architettato un piano che non credo sia frutto soltanto del suo cervello ma anche di un esperto della materia che ancora muove i fili della politica, per tornare ad elezioni subito e incassare percentuali molto più significative.

In tutto questo giro l'ingenuo Di Maio parla di impeachment non contento di una sola fregatura.

Prima di aprire bocca col solo scopo di farle prendere aria o, meglio, come amava dire il grande Eduardo : quando la bocca serve soltanto a dividere le orecchie, sarebbe bene riflettere sui propri errori e farne tesoro se si vuole davvero puntare ad essere forza di popolo e di Governo.  

domenica 20 maggio 2018

Il racconto : Soggiorno all' Ascalesi








di Ernesto Nocera






Sono stato "ospite" dell'ospedale Ascalesi per una decina di giorni. La mia malandata salute aveva bisogno di una revisione.

L'Ascalesi , per chi non lo sapesse, è un antico ospedale cittadino posto ai confini di Forcella ed ospitato in un ex convento del'500. Bellissima porta originale ( malandata ) in mogano e radica e con una sorridente Santa Agrippina ed un severo Sant'Agostino che vi attendono nell'atrio barocco. Tutto sommato funziona bene sopratutto grazie all'impegno di medici ed infermieri. Il vitto è quello che è:igienico,dietetico ,scarso di sale .Non lo consiglierei ad un gourmet . Si sopravvive.

Nella stanza ,con tre letti, c'era un giovane uomo con un problema serio. Ovviamente circondato da mamma,sorelle e zie. Una di queste zie abitava nei pressi dell'ospedale. Osservando il cibo "malinconico" che veniva dato al nipote decise di venire in suo soccorso. La prima sera ( purtroppo non c'ero) si presentò con una fumante zuppiera di mezzanelli allardiati. Spiegazione per gli amici nordici : Trattasi di un particolare tipo di maccheroni di piccolo calibro serviti con una salsa a base di lardo tritato e soffritto , cipolle e pomodori e conditi con abbondante pecorino e pepe . Una delizia.

La sera successiva stessa scena ma con un diverso protagonista : Pasta e patate con provola e parmigiano . Solo il profumo fa resuscitare i morti . La sera del mio arrivo, mi trovai davanti una malinconia vaschetta di alluminio di pastina in brodo vegetale . Mentre cercavo di farmene una ragione arrivò il mio angelo salvatore "sub specie" di un'anziana donna del popolo che recava una fumante "scafarèa" di virz'e riso ( riso con le verze) , completo di cotiche e scorze di parmigiano. I napoletani se la tirano poco col riso. Ci sono pochi usi : o sotto forma "sanitaria" di riso bollito al burro se si hanno problemi intestinali oppure come palle di riso , timide cugine degli arancini siciliani .Altre due preparazioni sono il "sartù di riso" ,monumento culinario di origine francese e l'autoctono e saporito riso con le verze che richiede nella ricetta la presenza di cotiche di maiale e scorze di parmigiano . La ricetta originale prevedeva l'uso del " mascariello" ovvero della guancia del maiale.

 In tempi di ossessione dietetica tale leccornia è sparita dal mercato. Il profumo della scafarèa mi giunse mentre , come vi ho detto, contemplavo una vaschetta con qualche cucchiaio di pallida pastina galleggiante in una pozzanghera di acqua colorata denominata pomposamente brodo vegetale.

Mai decisione fu più rapida : Immediato svuotamento della vaschetta nel gabinetto e sua presentazione al "cuppino" della officiante il rito di virz'e rriso con preghiera di aggiungere la rituale cotica e qualche crosta di parmigiano liquefatta dalla cottura.

Per quella sera mi salvai e vidi la vita con occhi diversi. Ci mettemmo a chiacchierare ( e ti pareva) e la signora mi narrò una storia che vi ripeto.

Da buona napoletana la signora ,ogni domenica si alza alle 5 e verso le 6 mette a cuocere il ragù, compagno fedele delle domeniche napoletane.: Muscolo di vitello,"gallinella" di maiale salsiccia, polpette e un cucchiaio di sugna ( ce vo’). La carne va rosolata insieme alla cipolla tritata e sfumata con un pò di vino rosso . Si aggiungono i pomodori , si abbassa il fuoco e si aspetta . Quando la carne è cotta la si tira fuori , si mette in un piatto al caldo e ,a fuoco lentissimo , si lascia il ragù a "pippìare" ( accento sulla seconda "i"). Verbo onomatopeico riservato al ragù e solo a lui. La densità della salsa e la tenuità del calore fanno sobbollire il composto .

Il vapore si fa strada a stento nella densa salsa e arriva in superficie con un flebile "plop" In questo lento succedersi di sospiri di vapore accompagnati dal "plop" sta l'essenza del pippìare. Verso le 11 la signora spegneva il fuoco ed andava al cimitero per rinnovare i fiori sulla tomba del suo bellissimo marito ( vista la foto. Vero) morto a 37 anni sul lavoro. Lasciava a casa una numerosa , affamata e giovanile turba:I figli/e e relativi fidanzati/e ed amici . C'è poco da fare : il ragù profuma ed i ragazzi , inconsapevolmente aderendo all'aforisma di Wilde :" Resisto a tutto fuorché alle tentazioni" vi si abbandonavano commettendo il più orrido dei delitti: Inzuppavano il pane nel ragù.

NON SI FA MAI ! Capirete che dopo le incursioni di una dozzina di gagliardi appetiti di ragù ne restasse poco. Così la signora , una domenica , con napoleonica decisione avvolse il tegame del ragù in una tovaglia e lo portò con sé al cimitero . L'accompagnava la sorella . Parcheggiano , comprano i fiori e si avviano : Lei ,d'un tratto , si ferma e fa : Un momento! Ma se mi rubano la macchina rubano anche il ragù- Non sia mai. Torna indietro ,si riprende la "mappata" e la reca con sé . Mentre accudiva al pietoso compito di sostituire i fiori il tegame col ragù era appoggiato sulla tomba dell'adorato Salvatore. Certamente quell'aroma sarà salito in cielo come i fumi di un'ara votiva. Immagino che a quel gradevole effluvio nostro Signore ,affacciandosi dalla sua nuvoletta , chiamasse Pietro dicendo: Neh!Pietro ma cos'è questo odore? Pietro ( detto 'o rusecatore perché non gli va mai bene niente) risponde sgarbato : Signore e che deve essere ? E' quella pazza di Assunta che si è portata il ragù al cimitero per non farlo mangiare ai figli!

Nostro Signore, con le narici colme di quell'aroma,  guardando Pietro con un largo sorriso e lo sguardo sornione, strofinandosi le mani dice : Pietro , dì la verità, ho fatto bene a creare i napoletani . Sono venuti così bene che è una soddisfazione. Pietro ( 'o rusecatore) di malumore gli risponde : Pure DeMa , Signore? " Ma sì " - fa il buon Dio-Pure lui. E' un poco viziato ma ,in fondo in fondo, è 'nu bbuono vuaglione pur 'isso ! ( Dovete sapere che quando il Padreterno è di buon umore parla in napoletano) Tornata a casa Assunta trovò la giovanile turba in angoscia: Mammà , ma non hai fatto il ragù? Lei spiegò la sua decisione ed i ragazzi promisero che non l'avrebbero fatto più. Assunta mi garantì che la promessa non venne mai rispettata. CVD: Come volevasi dimostrare

giovedì 3 maggio 2018

E bravo Matteo !



Nel precedente articolo, ho definito Matteo Renzi 
Il peggiore democristiano della storia repubblicana,
 il peggiore doroteo 
dei nostri tempi, 
uno dei perdenti della politica di quella che viene definita seconda Repubblica che, però, nella Direzione del Partito Democratico ha riportato finalmente una vittoria imponendo 
il veto ad un eventuale accordo di governo con il M5S.

Un segretario reggente pro-tempore Maurizio Martina sconfitto prima e dopo la direzione che per dignità avrebbe fatto bene a rassegnare le dimissioni avendo constatato la propria inutilità e la sua subordinazione al segretario dimissionario; per completare il quadro il reggente cosa fa? Chiede la fiducia per gestire il partito fino all'Assemblea.



Questi i fatti, il Partito Democratico prende le distanze dai 5Stelle che, in verità, non hanno brillato in quanto a coerenza e disponibilità di accordi a destra e a manca purché il Presidente del Consiglio si chiamasse Luigi Di Maio. Strano modo di fare contratti , un po' come l'ex cavaliere che sottoscrisse il contratto con gli italiani che tutto era tranne che un accordo tra le parti.

Ma è sul Partito Democratico che è bene fare qualche riflessione, su quelle strane alleanze nate da patti perversi e il cui epilogo ancora non è arrivato al capolinea.

I grillini, a farla breve , sono stati considerati meno affidabili della gamba di Silvio Berlusconi al Governo con i vari Alfano, Verdini, Pinotti, etc., (a meno che ci sia ancora chi crede alla favola dei traditori di Forza Italia), che ha garantito l'esistenza in vita dei governi voluti da Giorgio Napolitano.

Va riconosciuto a Matteo Renzi di aver finalmente messo a segno un colpo vincente dopo dure sconfitte e arroganti provocazioni, una vittoria che gli ha ridato centralità nel partito, una vittoria che potrebbe avere risvolti a breve termine nell'ipotesi di un governo di ispirazione dell'immortale che rinnoverebbe di fatto quel patto scellerato anche sotto mentite spoglie.

E' davvero sorprendente come si siano piegati di punto in bianco i signori del dialogo con il Movimento - e non parlo del personaggio della finta e inutile opposizione interna che porta il nome di Cuperlo - ma di quella parte, Martina compreso, che in meno di 48 ore, dopo aver denunciato pubblicamente l'impossibilità di gestire il Partito successivamente alle dichiarazioni dell'ex segretario nella succursale di Vespa presso Fabio Fazio, hanno di colpo cambiato idea.

Una soluzione alla crisi sarà stata ispirata e trovata e con molta probabilità, avrà condizionato la direzione del Partito Democratico e Matteo Renzi, evidentemente bene informato, avrà inferto il colpo anticipando eventuali alzate di testa e mettendo tutti in riga, evidentemente avrà lasciato intendere che ne varrà la pena.

Ammetto di averlo sottovalutato negli ultimi tempi ma è il destino degli arroganti e perdenti giudicati spesso troppo sommariamente sottovalutandone talvolta i colpi a sorpresa e altri che non si faranno di sicuro attendere.

Quando verrà portato a termine il disegno perverso quel Patto sarà definitivamente compiuto e il PD potrà intonare il de profundis.

Mentre continuano i vertici, incontri, ospitate nella terza Camera del Paese e nella sua succursale, il Paese attende che siano affrontati i temi che contano, il lavoro su tutto e i servizi a sostegno in particolare per i più deboli, che sia dato ossigeno ai Comuni strozzati e, nel caso di Napoli, che sia liberato dallo strozzinaggio di Stato e dai ricatti del Governo centrale.



martedì 1 maggio 2018

Il peggiore democristiano della storia repubblicana



L'altra sera è andata in onda nel salotto di Fabio Fazio la peggiore rappresentazione del livello della politica più bassa di questo Paese, paragonabile soltanto al suo clone che ha imperversato come un tumore in questa nostra cara Italia e ancora continua a lasciare metastasi con il consenso di una parte degli italiani e, purtroppo, anche di qualche 
alta autorità dello Stato.

Il rottamatore del Partito Democratico e degno allievo del maestro ha pubblicamente inferto un altro colpo al suo, ancora per poco, partito fregandosene dell'attuale reggente e di una riunione di direzione convocata per decidere se accettare o meno una intesa con il M5S per la formazione di un governo.

Tralasciando il teatrino del piazzista che chiede accordi a destra e a manca - tanto tutto fa brodo purché faccia il Presidente del Consiglio – in perfetto stile berlusconiano Matteo Renzi decide di anticipare l'esito di una riunione ancora da farsi, comunicando come fosse il padrone del PD che nessuno voterà a favore.

In poche parole colui che sconfitto solennemente al referendum costituzionale, sconfitto platealmente nella recente consultazione elettorale, non più segretario del partito imita il gesto dell'ex cavaliere al Quirinale, gettando per aria Salvini e la Meloni appropriandosi del microfono, così il perdente Matteo Renzi manda all'aria
 Martina e tutta la direzione.

Stessa arroganza, stessa voglia di riaffermare la propria supremazia su tutto e tutti e continuare il percorso di presa di distanza per uscire dal partito e costituire una propria forza centrista che magari raccoglierà anche i brandelli di ciò che resta di Forza Italia garantendole continuità.

A parte l'ex cavaliere che è un caso patologico più unico che raro, nella vecchia D.C. mi ricorda soltantoqualche personaggio della corrente dorotea ,veri padroni del partito, che qualche responsabilità nel massacro sia della D.C che dell'uccisione di Aldo Moro pur l'avranno avuta,  ma la sfacciatagine del perdente Matteo Renzi 
ha superato ogni limite.


domenica 29 aprile 2018

La Poesia di Carlo Fedele/5

Con questa Domenica si conclude la pubblicazione di alcune poesie di Carlo Fedele
 certo dell'apprezzamento di amici e contatti.

Il tempo che viviamo è costellato di timori, insicurezze e difficoltà che rendono la vita di ciascuno carica di ansie e preoccupazioni in particolare per le nuove generazioni alle quali, purtroppo, non siamo stati capaci di
 indicare un futuro.

La Poesia, l'Arte, la Cultura , devono aprirci spazi di speranza, di ottimismo per ridarci il coraggio di riappropiarci dei valori che contano non quelli sbandierati per convenienza o per 
ottusità ideologica.

Carlo Fedele 
con la sua poesia, talvolta cruda ma tenera, in queste domeniche di Aprile ha lanciato un sassolino in quello stagno che è la vita dei tempi che viviamo
 ed io lo ringrazio con affetto e riconoscenza.




SHANGAI  

Strofino la polvere
dai pensieri
ma la nebbia fuori
resta un muro altissimo.
Pur svestendomi dei pesi quotidiani,
questa vita rimane una lunga sala
d'attesa.
Ed i giorni
non sono altro
che bastoncini cinesi da contare...





CHI RIEDUCA CHI  

Le sbarre nel cervello,
i pensieri tra quattro mura.
Il secondino ci ha ingannati,
neppure una feritoia.
Dice che dobbiamo respirare
quando lui respira
e pensare quando lui pensa.
Non è una fortuna per noi
che il tempo scorra veloce.
Tanto non usciremo mai,
se non rubando il grimaldello alla guardia,
il pane alla mensa,

il danaro al costruttore di celle.

domenica 22 aprile 2018

La Poesia di Carlo Fedele /4

La poesia non è una sconosciuta,è a due passi da noi

 e ci può balzare addosso in ogni momento…

La poesia è l’arte che libera il nostro io e 

che riesce a catturarlo in poche parole, 

il diletto degli animi più deboli, 

il rifugio delle menti più folli.



E-STATE AL MARE

E' l'ora che il peschereccio lascia la banchina.
Si avvia lento all'uscita del porto
come lento cade il sole dietro la collina.
Prende il largo,
fino a perdersi a distanza
e solo il ronzio del motore
ne conferma la presenza in lontananza.
Avessi braccia possenti per nuotare,
veloce come un catamarano,
viaggerei dietro la scia come un delfino,
innamorato della polena attaccata alla prua.
Ah! Potessi infilarmi tra le reti,
come un filo d'ago nella cruna!
Andrei su e giù a pescare senza certezze,
ma con la determinazione di arrivare
là dove nessun uomo è mai arrivato.
Per trovare un'isola deserta e riposare;
parlare in compagnia della balena e il cormorano;
veder la tavola di un naufrago da salvare;
scrivere una storia caraibica da inventare;
conoscere i fondali più profondi;
buttare l'ancora senza che tocchi il fondo.
Tuffarsi in acque limpide e catturare
pesci con le mani,
senza l'ausilio dell'amo da innescare;
coralli rossi da manipolare
per farne dei monili da indossare;
solcare il mare, lupo solitario,
come in un documentario da filmare;
scendere in apnea e risalire
portando a galla il granchio del fondale.
Ah! Potessi immergermi e trovare
là sotto il Dio Nettuno,
almeno un dio su cui fidare.
Perché qui sulla terra,
la preghiera è vana.
Quassù, da tempo, non c'è più nessuno.



UN UOMO E IL GABBIANO

Frastuono di stormo
nel porto al tramonto delle reti.
A bordo gli occhi
tumefatti di salsedine
del giorno andato.
Lento è il procedere
e la sirena davanti al faro.
L'approdo è stanco
quanto felice di sbarcare
il pescatore.
L'ultimo gabbiano si apposta,
lo guarda,
spicca il volo.
Si rivedranno domani,
alla stessa ora,
come amanti all'appuntamento.
Allo stesso molo.
E insieme salperanno.
Per mangiare.