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| Viceministro Roberto Castelli |
«I romani culturalmente arretrati»
Il viceministro interviene alla radio sulla vicenda dei pedaggi: «Sono convinti che lo stato pensi a tutto» (Corriere della Sera.it-23-6-2011)
Il Principe Antonio De Curtis,in arte Totò, ne avrebbe detta una delle sue in risposta al Viceministro Roberto Castelli della Lega Nord.
Il Presidente della Provincia di Roma,che tutti riconoscono essere persona garbata ed equilibrata e mai esagitato come molti suoi colleghi ha commentato :"La stravaganza è che un tipo del genere che in qualsiasi paese del mondo potrebbe fare a malapena l'attacchino,qui,grazie alla destra,fa parte del Governo."
Io non sono per niente meravigliato e per niente shoccato di questa ennesima uscita di un esponente di una minoranza del Paese che ha costruito tutto il suo cammino politico su di una concezione dello Stato in un'ottica del peggiore provincialismo becero e cafone che si è espresso negli anni attraverso i suoi "migliori" uomini con frasi ad effetto provocatorie e volgari in coerenza con un pensiero che è il modo di intendere la politica,la società,le Istituzioni.
La distanza abissale tra il Lega-pensiero di Roma ladrona ed il Lega-godimento della Roma che conta,dei Ministeri,delle Banche,della RAI è la prova più evidente del livello culturale, questo si, di una formazione che potrà ancora incantare qualcuno sulla stessa lunghezza d'onda ma voler dare,poi,lezioni ad altri o esprimere giudizi ridicoli appare alquanto esagerato.
Il recente raduno di Pontida tra camicie verdi ed ampolline, le minacce,l'agitazione,le proteste si sono sciolte come neve al cospetto del Re Sole che a Roma ha il potere,e gli va ampiamente riconosciuto,di giocarseli come vuole tra falsi problemi che non interessano nessuno ma servono a tenere bene a bada il popolo della terra che non esiste.
Questa si che è cultura, è la cultura dei cavoli propri

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