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martedì 24 maggio 2011

L' Italia che non ci dicono



di Antonio Menna*

L'italia che ristagna, le diseguaglianze che aumentano, lo sviluppo che manca, le esigenze che diventano bisogni primari, la prossima frattura tra solidarietà e sussidarieta' dei giovani (traditi) con gli anziani (emarginati).
Dall'Istat il il 24,7% della popolazione (circa 15 milioni è a rischio povertà), aumenta la precarietrà con contratti capestro a circa 1milione di giovani, aumenta la disoccupazione quasi al 30%, aumentano le locazioni e le tasse locali, 2 milioni di malati sono senza sostegno pubblico, il risparmio delle famiglie è sceso al 9%, la crisi ci ha portato indietro di 10 anni e la ripresina ci ha fatto recuperare 13 trimestri 0,2% CONTRO L'1,3% della Ue.
Le sofferenze bancarie sono balzate da 33,7 miliardi di euro a 44.

Il Ministro Romani appare ancora in televisione dopo aver mentito sulla diminuzione di gas ed elettricità nel 2011, la spesa al carrello ha avuto un'impennata del 3,3%, ma nessuna concertazione viene fatta, il fisco è sempre più vorace e di housing sociale, quoziente familiare, revisione della curva delle aliquote irpef non se ne parla più, come una tassa sulle rendite parassitarie e i grandi capitali. I RICCHI SEMPRE PIU' RICCHI I POVERI SEMPRE PIU POVERI, anche con la conclamata proletarizazzione del ceto medio, altro che redditometro o inclusività, siamo sudditi di caste e lobby.
VERGOGNA! INDIGNIAMOCI! e ricordiamoci che spendiamo in guerre per conto terzi 25milioni di euro al giorno e che il 30% dei pasti Caritas vengono distribuiti a pensiionati italiani.
INDIGNIAMOCI!!

*esperto in problemi economici,ex Dirigente della Banca D'Italia

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