Con molto piacere pubblico una riflessione di Francesco De Notaris, giornalista ed ex Senatore de La Rete, Direttore del Bollettino delle Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia, sull’elezione del nuovo Sindaco di Napoli
Una impropria scala di valori pone il Comune al gradino più basso nella considerazione del politico di tutti i giorni, che guarda alla scadenza elettorale.
Lo statista, invece, che è anche il buon Amministratore, guarda alle future generazioni.
I napoletani sceglieranno tra Luigi de Magistris e Gianni Lettieri il nuovo Sindaco.
E' in cima alla scala edificare la Città ed esaltare i diritti di cittadinanza.
In questa nostra Città,nella desertificazione culturale, morale e politica prodotta dalla
mercificazione di ogni attività e dal desiderio di raggiungere, da parte di ognuno, la realizzazione di sé fondata sul denaro, si regredisce come persone e si diviene, nella propria terra, precari anche come cittadini.
Che cosa è il degrado nel quale siamo immersi se non la somma di singole insufficienze, della mancanza di etica della responsabilità, finanche del disprezzo di ogni norma morale non scritta e di numerose leggi scritte?
Si moltiplica la pubblicistica su Napoli e sulla Campania. Gli autori fanno a gara nel rigirare il coltello nella ferita.
In questi giorni dobbiamo fondare la discontinuità virtuosa, attesa e promessa.
Dobbiamo saper guardare ai due Candidati, saper discernere, saper scegliere.
Siamo alla vigilia di una consultazione che auspichiamo tutti possa segnare una svolta nella storia di questa Città, nella quale la vicenda di ciascuno si compie e non può essere elusa.
La scelta di un Sindaco contribuisce a determinare il presente ed il futuro ed origina speranze, gioie, delusioni e attese.
Colui che aspira ad essere Sindaco deve essere un uomo di speranza, che si pone
in ascolto non soltanto delle solite, scontate, fredde rivendicazioni che salgono dalla società e che tutti conosciamo.
Il Sindaco deve anche e soprattutto essere un uomo che sappia guardare nel profondo della
società, direi nel profondo delle coscienze per cogliere i desideri, per leggere la sofferenza e rispondere ai bisogni profondi, rispettando l'umanità che è in noi e sollecitando il meglio che spesso non emerge, chiusi come siamo in piccoli recinti alla ricerca di una impossibile malintesa sicurezza.
Napoli va liberata da una concezione che ha messo radici e che ha ridotto la politica a spettacolo e che rincorre l'immagine, lo slogan, il nulla mediatico. Il berlusconismo ha
distorto anche prassi consolidate e virtuose consuetudini.
Noi vogliamo eleggere un Sindaco, una squadra con un progetto di governo.
Il Sindaco, la Giunta ed il rinnovato Consiglio comunale hanno il compito di cercare per Napoli con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile.
Vogliamo il Sindaco della legalità giusta e che indichi la concezione comunitari dell'esistenza.
Vogliamo un Sindaco che abbia il passo della discontinuità armoniosa, capace di rinnovata
attenzione e di dialogo autentico.
Vogliamo un Sindaco che dia spazio all' autentica solidarietà che è determinazione a lavorare per la giustizia necessaria per costruire una comunità, un popolo, non
individui, né un pubblico di consumatori.
Vogliamo un Sindaco che sia rispettoso delle fedi, laico, napoletano ed europeo, sempre impegnato ad affrontare le forme strutturali che generano disuguaglianza e povertà.
Vogliamo un Sindaco che accolga l'emigrante, ed indichi sentieri di complessiva integrazione per cui nessuno dovrà sentirsi escluso, pur mantenendo la propria necessaria diversità culturale.
Vogliamo un Sindaco che rifondi lo stato sociale in Città e riveda la politica delle privatizzazioni parassitarie.
Vogliamo un Sindaco che sappia amministrare e favorisca i diritti ed il diritto alla casa,
alla cultura, alla salute.
Vogliamo un Sindaco che batta i comitati di affari, le cattedrali abitate dalla caste, i sotterranei dove sinascondono i famelici topi.
Vogliamo un Sindaco capace di rinnovare la burocrazia in funzione dei diritti di cittadinanza, delle regole di governo, dei progetti di società e che ricordi ai professionisti, agli imprenditori, agli artigiani, ad ogni categoria, ai rappresentanti
comunque costituiti che il tempo delle divisioni è finito e che non c'è alternativa al camminare insieme per migliorare le condizioni di vita dei napoletani.
Vogliamo un Sindaco che non provenga dalla vecchia classe politica delle poltrone, delle appartenenze, della speculazione, della raccomandazione, che sia morale e non moralista e baciapile.
Vogliamo anche un Sindaco che ci butti fuori dai rifugi intimistici di una religiosità disincarnata o dalle comode stanze nelle quali le lobby sono assise.
Vogliamo un Sindaco che parli poco e lavori molto per una Napoli città di pace, per il lavoro e la dignità di singoli e famiglie, come è nella Costituzione, nel rispetto della natura da consegnare alle future generazioni.
Vogliamo un Sindaco che operi con amore e generosità, parli il linguaggio alto della politica e motivi le giovani generazioni e gli stanchi adulti ai valori collettivi,
valorizzando vocazioni, originalità, creatività.
Vogliamo un Sindaco che sia con i più deboli e che sia capace nel farsi aiutare nel
compito che gli affideremo.
Dovremo tutti, cristiani e non cristiani, uomini di buona volontà di ogni orientamento, qualsiasi sia il ruolo in Città, essere esigenti verso noi stessi per costruire una nuova
generazione di classe dirigente ed offrire al nuovo Sindaco così chiaramente individuato in Luigi de Magistris, chiamato a governare secondo la legge, il massimo del contributo in funzione del bene comune da conseguire attraverso l'esercizio dei doveri da parte dei
cittadini.
Lo statista, invece, che è anche il buon Amministratore, guarda alle future generazioni.
I napoletani sceglieranno tra Luigi de Magistris e Gianni Lettieri il nuovo Sindaco.
E' in cima alla scala edificare la Città ed esaltare i diritti di cittadinanza.
In questa nostra Città,nella desertificazione culturale, morale e politica prodotta dalla
mercificazione di ogni attività e dal desiderio di raggiungere, da parte di ognuno, la realizzazione di sé fondata sul denaro, si regredisce come persone e si diviene, nella propria terra, precari anche come cittadini.
Che cosa è il degrado nel quale siamo immersi se non la somma di singole insufficienze, della mancanza di etica della responsabilità, finanche del disprezzo di ogni norma morale non scritta e di numerose leggi scritte?
Si moltiplica la pubblicistica su Napoli e sulla Campania. Gli autori fanno a gara nel rigirare il coltello nella ferita.
In questi giorni dobbiamo fondare la discontinuità virtuosa, attesa e promessa.
Dobbiamo saper guardare ai due Candidati, saper discernere, saper scegliere.
Siamo alla vigilia di una consultazione che auspichiamo tutti possa segnare una svolta nella storia di questa Città, nella quale la vicenda di ciascuno si compie e non può essere elusa.
La scelta di un Sindaco contribuisce a determinare il presente ed il futuro ed origina speranze, gioie, delusioni e attese.
Colui che aspira ad essere Sindaco deve essere un uomo di speranza, che si pone
in ascolto non soltanto delle solite, scontate, fredde rivendicazioni che salgono dalla società e che tutti conosciamo.
Il Sindaco deve anche e soprattutto essere un uomo che sappia guardare nel profondo della
società, direi nel profondo delle coscienze per cogliere i desideri, per leggere la sofferenza e rispondere ai bisogni profondi, rispettando l'umanità che è in noi e sollecitando il meglio che spesso non emerge, chiusi come siamo in piccoli recinti alla ricerca di una impossibile malintesa sicurezza.
Napoli va liberata da una concezione che ha messo radici e che ha ridotto la politica a spettacolo e che rincorre l'immagine, lo slogan, il nulla mediatico. Il berlusconismo ha
distorto anche prassi consolidate e virtuose consuetudini.
Noi vogliamo eleggere un Sindaco, una squadra con un progetto di governo.
Il Sindaco, la Giunta ed il rinnovato Consiglio comunale hanno il compito di cercare per Napoli con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile.
Vogliamo il Sindaco della legalità giusta e che indichi la concezione comunitari dell'esistenza.
Vogliamo un Sindaco che abbia il passo della discontinuità armoniosa, capace di rinnovata
attenzione e di dialogo autentico.
Vogliamo un Sindaco che dia spazio all' autentica solidarietà che è determinazione a lavorare per la giustizia necessaria per costruire una comunità, un popolo, non
individui, né un pubblico di consumatori.
Vogliamo un Sindaco che sia rispettoso delle fedi, laico, napoletano ed europeo, sempre impegnato ad affrontare le forme strutturali che generano disuguaglianza e povertà.
Vogliamo un Sindaco che accolga l'emigrante, ed indichi sentieri di complessiva integrazione per cui nessuno dovrà sentirsi escluso, pur mantenendo la propria necessaria diversità culturale.
Vogliamo un Sindaco che rifondi lo stato sociale in Città e riveda la politica delle privatizzazioni parassitarie.
Vogliamo un Sindaco che sappia amministrare e favorisca i diritti ed il diritto alla casa,
alla cultura, alla salute.
Vogliamo un Sindaco che batta i comitati di affari, le cattedrali abitate dalla caste, i sotterranei dove sinascondono i famelici topi.
Vogliamo un Sindaco capace di rinnovare la burocrazia in funzione dei diritti di cittadinanza, delle regole di governo, dei progetti di società e che ricordi ai professionisti, agli imprenditori, agli artigiani, ad ogni categoria, ai rappresentanti
comunque costituiti che il tempo delle divisioni è finito e che non c'è alternativa al camminare insieme per migliorare le condizioni di vita dei napoletani.
Vogliamo un Sindaco che non provenga dalla vecchia classe politica delle poltrone, delle appartenenze, della speculazione, della raccomandazione, che sia morale e non moralista e baciapile.
Vogliamo anche un Sindaco che ci butti fuori dai rifugi intimistici di una religiosità disincarnata o dalle comode stanze nelle quali le lobby sono assise.
Vogliamo un Sindaco che parli poco e lavori molto per una Napoli città di pace, per il lavoro e la dignità di singoli e famiglie, come è nella Costituzione, nel rispetto della natura da consegnare alle future generazioni.
Vogliamo un Sindaco che operi con amore e generosità, parli il linguaggio alto della politica e motivi le giovani generazioni e gli stanchi adulti ai valori collettivi,
valorizzando vocazioni, originalità, creatività.
Vogliamo un Sindaco che sia con i più deboli e che sia capace nel farsi aiutare nel
compito che gli affideremo.
Dovremo tutti, cristiani e non cristiani, uomini di buona volontà di ogni orientamento, qualsiasi sia il ruolo in Città, essere esigenti verso noi stessi per costruire una nuova
generazione di classe dirigente ed offrire al nuovo Sindaco così chiaramente individuato in Luigi de Magistris, chiamato a governare secondo la legge, il massimo del contributo in funzione del bene comune da conseguire attraverso l'esercizio dei doveri da parte dei
cittadini.
Francesco De Notaris

sono sicuro che i napoletani oggi sono diventati più consapevoli e sceglieranno il sindaco che si auspica Francesco de Notaris : deve essere un sindaco davvero per il benessere di Napoli, sempre bistratta e usata, che deve assurgere nel suo splendore che tutto il mondo ci invidiava
RispondiEliminaJA/ja