| Rosario Savino |
Sono particolarmente lieto di questa nuova lettera dell'amico Rosario Savino,neuropsichiatra infantile, perché ci rende partecipi di una gioia,ci da una buona notizia e,per chi è particolarmente impegnato in un mondo così delicato come quello della disabilità o della diversa abilità, non esiste nulla di più grande che leggere la felicità negli occhi di un ragazzo e della sua famiglia
Caro Antonio,
Caro Antonio,
ti riscrivo da Scampìa per riprendere il racconto dei fatti che ti avevo illustrato nel mio post del 26/12/10 sul tuo Blog.
Sono molto felice perché ho ricevuto il più bel regalo per la S.Pasqua………
Sono tornato nella vela( Scampìa), per rivedere il nostro amico E. , perché dopo quel primo incontro drammatico del Settembre u.s. , io ed alcuni tecnici della Riabilitazione, ci siamo industriati per cercare di fornire una possibilità di Riabilitazione motoria , di posturalità fisiologica , di mobilità e di partecipazione sociale a questo sventurato ragazzo. Alla fine, abbiamo individuato un dispositivo elettrico/elettronico complesso consistente in: una carrozzina con motore elettrico, che con opportuni comandi e dispositivi si trasforma in un deambulatore in posizione ortostatica ( = in piedi) , che consente così al ragazzo di spostarsi da seduto ed in piedi,autonomamente, sia in casa che fuori di questa ( cortile , marciapiede , spazi pubblici protetti ecc..), l’autonomia della guida è assicurata da un comando/sensore( applicato al mento del ragazzo, che ricorderai è totalmente paralizzato dalla testa in giù) che interagendo con una centralina elettronica dirige tutti i movimenti del dispositivo.
Il giorno dopo aver ricevuto questo prezioso marchingegno E. , in preda all’entusiasmo ( dopo più di due anni trascorsi a giacere in posizione obbligata nel letto) è uscito con la mamma a far spese al Mercatino rionale , “guidando “ e districandosi , con estrema perizia, in mezzo alle bancarelle…..!!!
Quando sono stato a visitarlo,recentemente, era al settimo cielo per la gioia di aver recuperato finalmente un po’ di autonomia e di aver così potuto ripresentarsi nel mondo fuori di quella stanza.
Nei precedenti incontri con E. , avevamo parlato di un Progetto di Scuola a domicilio , e,considerate le sue gravi condizioni da un punto di vista posturale e neuromotorio , ed essendo egli stesso appassionato ed esperto di informatica , avevamo ipotizzato di proporre all ‘I.T.I.S. ( dove desiderava iscriversi per seguire i corsi di Informatica /Elettronica) un percorso formativo on line, che gli consentisse di seguire le lezioni scolastiche della sua classe , dal suo letto, in videoconferenza, ma anche di interagire, in tempo reale con i compagni ed i docenti. Infatti , in base a questa sua volontà caparbia di voler riprendere gli studi , avevamo preso contatto con l’I.T.I.S. ( dove ho registrato una meravigliosa disponibilità e sensibilità da parte del Dirigente Scolastico , della Coordinatrice del Sostegno scolastico e di altri docenti) ed avevamo programmato un percorso formativo ad hoc via web , che doveva iniziare nel settembre p.v.
Ebbene, nel corso del nostro ultimo incontro, E. ,inaspettatamente, mi ha comunicato, con determinazione, la sua precisa intenzione di voler frequentare direttamente la Scuola , sfruttando a tal fine le possibilità di autonomia nella mobilità, consentite dal dispositivo elettrico in sua dotazione !!!
Caro Antonio , ti invio queste brevi note per sottolineare che in tutte le vicende umane , anche in quelle più drammatiche e dolorose è importante non essere lasciati soli ,ma avere sempre la sicurezza che anche di fronte alle disabilità più gravi si lotta insieme ( pazienti , genitori , operatori sanitari , operatori della scuola , tecnici della riabilitazione ecc..) è importante nel cercare tutti insieme , le soluzioni per poter andare avanti, essere determinati , avere fiducia in sé e nel Signore Iddio , metterci tanta intelligenza per cercare i percorsi più idonei e praticabili , ma soprattutto tanto cuore e passione.
La disabilità o la diversa abilità non è e non deve essere un accidente , una sventura della singola persona,un “handicap”, un peso per la Società…..La disabilità , la diversa abilità se vista con altri occhi è un patrimonio immenso, per la nostra comunità è una sfida seria e potente, alla nostra sensibilità profonda , alle nostre “intelligenze” , alla capacità di comprendere , integrare ,promuovere……. che cosa ? Non certo il “diverso” che non esiste , ma le abilità diverse , le diverse potenzialità o le potenzialità altre ,se si vuole , che vanno opportunamente sviluppate , incentivate , sostenute e riconosciute.
Come saggiamente diceva ,molti anni or sono, il mio carissimo amico Guido , allorquando si discuteva intorno alle definizioni di “Handicap”,egli ci illuminava ,saggiamente , sul significato originario del vocabolo e ci invitava a riflettere che quella parola :”Handicap” significava :”svantaggio” , esso infatti è lo svantaggio che viene assegnato nelle corse al galoppo , dove uno o più esperti , definiti appunto “handicapper” ,stabiliscono una scala di valor,i attribuendo il “peso” che dovranno portare i singoli cavalli .Il peso viene calcolato sommando il peso del fantino con quello della sella e per raggiungere i pesi maggiori vengono aggiunte delle zavorre di piombo. Il cavallo migliore ha il peso maggiore ed è definito peso massimo o anche “top weight” , viceversa i cavalli meno prestanti , vengono caricati il meno possibile e sono definiti “pesini”. L’idea , la filosofia, che sta dietro questo procedimento è quella di garantire le stesse possibilità di vittoria ad ogni cavallo pareggiandone le abilità.
Ci vuole tanta intelligenza ma soprattutto tanta flessibilità ,sensibilità e passione !
Buona Pasqua e tanta pace e serenità a tutti.
Rosario Savino

Grazie Rosario della tua condivisione. Grazie Antonio di averci incluso nella tua lista di amici. Senza parole adeguate per esprimere l'intensa pienezza di umanità che la lettera di Rosario nutre.
RispondiEliminaRosa Sollazzo