Preso atto del
risultato elettorale che ha ulteriormente ingessato l’assetto politico portando, però, un forte elemento di novità con l’affermazione
del Movimento 5 Stelle, va detto che il
successo non è soltanto sorprendente per un fattore unicamente numerico ma
ritengo significhi qualcosa in più che va non solo sottolineato ma anche
apprezzato per un rapporto diverso tra cittadini e rappresentanza nelle
Istituzioni.
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Ma come ogni
affermazione elettorale significativa dopo la sbornia del successo, va soprattutto gestita e quì, credo, stia il
vero elemento di preoccupazione del suo fondatore che essendo uomo di spettacolo che
ha sempre saputo dosare il suo rapporto con la televisione da quando è divenuto
personaggio di successo conoscendone le
insidie, il peso che esercita sull’opinione pubblica, la capacità di esaltare e
allo stesso tempo distruggere in un
attimo tutto quanto costruito a fatica.
La storia della
televisione, dello spettacolo insegna che personaggi che hanno saputo gestire
questo rapporto, dopo quarant’anni sono sempre al centro dell’interesse e del
gradimento del pubblico.
Beppe Grillo consapevole di queste insidie teme
che il lavoro di anni possa essere distrutto da chi non accetta il nuovo, da chi ha una visione logora delle
Istituzioni e del rapporto con gli elettori, da chi è troppo esperto nel
gestire la politica unicamente nei salotti televisivi travisando spesso la
realtà, allora utilizza ugualmente il mezzo televisivo in maniera indiretta,
lasciando parlare di se e parlando attraverso i filmati, senza possibilità di
interruzione, di contraddittorio.
Beppe Grillo sa bene quale sia il livello di
rischio in cui versa il nostro Paese, la situazione drammatica della sua
economia, della condizione tragica del mondo del lavoro e della povertà crescente
delle famiglie e l’esasperazione dei giovani fermi al palo da troppo tempo.
Occorre ora uno
scatto di responsabilità che la maggior parte degli Italiani che gli hanno dato
fiducia attende, che non sono tanto le folle osannanti delle piazze gremite che
come tutte piazze della storia non riflettono sempre tutte le aspettative
di coloro che hanno apposto una croce
sul suo simbolo.
Una forza che si
presenta al Paese ed ottiene un’affermazione lusinghiera deve sapere anche che
si propone come forza di Governo e fino a quando i sogni di una democrazia
maggiormente partecipativa ed espressa soltanto attraverso internet non si
avvereranno, deve fare i conti con la realtà, con il sistema della democrazia
rappresentativa che ha delle sue regole, dove chi ha maggioranza assoluta alla
Camera e relativa al Senato deve tentare
di dare un Governo al Paese.
Se i punti
indicati dal PD non riflettono
le aspettative ne proponga in alternativa degli altri che non è detto si
debbano accettare ad occhi chiusi ma che un confronto potrebbe portare ad una
soluzione seppure transitoria ad evitare elezioni a breve termine con la stessa
indegna legge elettorale che quasi nessuno ha voluto e che forse un po’ ha
fatto comodo e farebbe comodo ancora allo stesso Grillo.
Alcuni sondaggi
in queste ore indicano un ulteriore rafforzamento elettorale del Movimento 5 Stelle in caso di nuove elezioni ma a breve,
brevissimo non fra tre, quattro, sei mesi dopo che la situazione si sarà
aggravata ed ingessata ulteriormente e che gli elettori facilmente potrebbero sbloccare
turandosi il naso riportando lo spettro
del Cavaliere di Arcore.
Rifletta Beppe Grillo ma anche i suoi deputati e senatori
che mi auguro recuperino subito quella autonomia necessaria prevista dalla
Costituzione per fare gli interessi degli Italiani e non solo del proprio guru
e non stia agli umori del momento del Premio Nobel evidentemente troppo
riconoscente e grato per essere stato indicato come possibile candidato alla
Presidenza della Repubblica; anche Tonino
Di Pietro non troppi mesi fa è stato oggetto dei pensieri di Beppe Grillo per questo ruolo ma non mi risulta
abbia negato il giorno dopo quanto detto il giorno prima.
Rifletta Beppe Grillo ma soprattutto tenga presente che il
suo elettorato non è di quelli
fortemente radicato e potrebbe comportarsi come il Nobel Dario Fo, negare domani ciò che è stato fatto ieri.

Renato Fiorito
RispondiEliminaIo conosco molti amici, giovani e capaci, che hanno votato M5S e al loro sentimento di ribellione porto rispetto perché è anche il mio. Ma come non vedere gli esiti pericolosi di questo movimento antagonista, quando Grillo proclama che vuole il 100% dei consensi e che tutti i partiti devono essere mandati via! I peggiori dittatori dall'Iran all'Iraq alla Cina coltivano il medesimo desiderio. Io che non sono più giovane ho imparato che il giusto e il bene non è mai da una sola parte e che se ad un uomo si dà troppo potere prima o poi ti porta alla rovina.
Eddii Driussi
Eliminabravissimo Renato,questo dovrebbero capire i giovani che hanno votato x Grillo!Bisogna che pensino ai posti di lavoro e non alle chiacchere di qualche ciarlatano.
Quando ho scritto l'articolo non avevo ancora letto la delirante affermazione sul desiderio di "proprietà" del Parlamento da parte di Beppe Grillo che evoca periodi bui non solo per l'Italia.
EliminaVoglio credere in una esternazione da "spettacolo" che certo non può consentirsi chi si propone di essere forza di Governo del Paese o peggio chi crede in una forza di Governo con una maggioranza assoluta che non tenga conto dell'opposizione che ricorda altri periodi bui più recenti dove qualcuno pretendeva di cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza convinto che con la sua forza parlamentare gli fosse consentito tutto.
E' pur vero che in questi ultimi vent'anni abbiamo visto di tutto ma proprio di tutto dove anche senza il 100% del Parlamento è stato consentito il peggio del peggio, anche dall'opposizione.