A distanza di 48 ore dal rogo del sapere, della conoscenza, la
tesi più accreditata dagli organi inquirenti, pare sia il dolo, la volontà
criminale della distruzione per mettere ancora le mani sulla città.
Ma chi ritiene che sia stato un atto isolato, un atto mirato unicamente
per distruggere la città
del sapere , credo che faccia una lettura molto parziale, miope che non tiene
conto di ciò che sta accadendo in particolare in questi ultimi due anni con il
crollo degli apparati dei vecchi partiti che hanno garantito totalmente fino a
quel momento equilibri messi in discussione e che piaccia o non piaccia ai
soliti professionisti del no comunque, qualcosa si è spezzato.
Se non si compie un’analisi a 360° , allora diamo il via libera a quelli
della fobia delle buche stradali, delle strade senza spazzamento, della fobia
del lungomare non transitabile, delle ZTL, insomma una serie di problemi che
per quanto importantissimi non riescono tutti assieme a superare il problema
dei problemi che è l’aver messo in discussione con atti e provvedimenti la
collusione del potere politico con quello criminale, sottraendo giri di affare
di milioni di euro.
Chi non antepone ad ogni problema sopra elencato e ad altri anch’essi
fondamentali quello che è il problema dei problemi e non fa i conti con la
mancanza assoluta di risorse grazie ai tagli indiscriminati operati dai governi
Berlusconi e Monti (PDL,PD,UDC) , mente spudoratamente.
Da più di un anno misteriosamente – ma non tanto – la quantità di
rifiuti ingombranti depositati quotidianamente in tutte le zone della città
come mai si era visto se non nei periodi di massima emergenza, dovrebbero pur
dire qualcosa alle autorità preposte alla sicurezza e all’ordine pubblico, che fino ad oggi non mi risulta siano state compiute appropriate
indagini per capire se ci siano o meno eventuali mandanti di operazioni di vero
e proprio attacco
mirato di disturbo.
Il rogo di Città della Scienza è stato un atto di terrorismo vero e proprio,
è stato un attacco alla città, alla cultura, è stato appiccato il fuoco come ai
tanti compiuti nel corso della storia che hanno trasformato in cenere, solo
cenere migliaia,
milioni di libri simbolo della cultura, del sapere,della conoscenza dei popoli.
C’è da chiedersi se sia questo scempio un attacco isolato e mirato o
rientri in una strategia di attacco ben più vasto da collegare ad altri gravi
accaduti anche di recente.
La grande voglia di ricostruire, di restituire ai bambini, ai ragazzi,
ai giovani, agli studenti un patrimonio di conoscenza oggi negato dalla mano
criminale e dei loro mandanti, è palpabile dalla mobilitazione di migliaia di
persone organizzate in rete che esprimono tanta voglia di andare avanti e
reagire al vile attacco.
Questo i cittadini, mentre altri come sciacalli tesi unicamente a puntare
il dito nei confronti di chi è responsabile di aver rotto…. il giocattolo.

Marta Arancione
RispondiEliminaottimo pezzo,come al solito Antonio Salzano
Giacomo Miloro
RispondiEliminaquando crolla un ponte...se ne fa uno più forte e più bello...