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mercoledì 2 gennaio 2013

Mercanti nel Tempio



Questa splendida opera di  Francesco Boneri,  meglio conosciuto come Cecco del Caravaggio, allievo,modello e factotum del grande Maestro Caravaggio, raffigurante la cacciata dal tempio è, a mio parere, la migliore rappresentazione delle parole dell’evangelista  Matteo.

E’ di quelle rappresentazioni  che  meglio d’altre collimano con la voglia di far piazza pulita nel mondo imbastardito della politica che non ha più legami con la realtà, con quella che in maniera troppo abusata e di  comodo viene definita la società civile.

Sono discorsi troppe volte fatti in maniera accademica ma che purtroppo anche in presenza di un clima apparentemente cambiato come rapporto tra i cittadini  e la politica, non sembra che si sia ad un punto di svolta.

Siamo in presenza di una parte della politica che da vent’anni tenta di presentarsi come novità promettendo di riformare il Paese rivoltandolo  come un calzino,  che sostanzialmente ha fallito nell’applicazione pratica e continua a recitare, anche se a fatica ,una parte caratterizzata  sempre dagli stessi slogan, sempre ossessionata dagli stessi fantasmi, mostrando sempre la stessa carota dell’abrogazione di questo o quell’altro ma certi di trovare i soliti ingenui  cui basterebbe soltanto l’eliminazione dell’IMU per sentirsi appagati.

Da un altro versante una forza che sa di essere vincente almeno dai sondaggi ma che  non ha il coraggio di fare scelte politiche precise e coraggiose strizzando sempre l’occhio ad un centro che non è più solo quello dell’aspirante Presidente della Repubblica  e in Parlamento da tempo immemorabile .

Un terzo incomodo oggi più nutrito che tra nascosti desideri nostalgici di una D.C. di stampo doroteo,  trova il suo coagulo nel Professore e Senatore a vita tornato come d’incanto alla sua vera identità di uomo politico  spogliatosi  definitivamente di  un ruolo che a fatica ha ricoperto per oltre un anno e che ora cerca di rosicchiare voti a destra e a sinistra mettendo in moto una migrazione  di vecchie e nuove volpi in fuga.

C’è poi una realtà di movimenti che già da tempo hanno incarnato tutto il malcontento  e la protesta , alcuni in avvitamento sulle regole di autogestione  che ritengo pagheranno negativamente in termini elettorali a meno di recuperi negli ultimi giorni se sotterreranno momentaneamente  le asce di guerre personali, altri  di recentissima formazione ma sostanzialmente partoriti da esperienze locali come quello che fa riferimento ad Ingroia ma sostanzialmente elaborato e voluto  da tempo da  De Magistris.

Partito con il piede sbagliato, a mio parere, per  eccesso di onestà politica ed intellettuale di Ingroia: aver gettato due ami nel momento sbagliato, uno al PD e l’altro al Movimento  di Grillo per sentirsi sbattere subito due porte in faccia; l’altro è l’aver chiesto ad uomini come Di Pietro e Ferrero  di fare un passo indietro, ma con quale logica?  Credo di intuire ma sarebbe oltremodo  ingeneroso e alquanto squallido.

Ma il tema di fondo del Movimento Arancione ed  i punti programmatici sono talmente fondamentali   per uscire dal pantano in cui il Paese si trova che sarebbe davvero un peccato non coglierne gli aspetti più che positivi.

I  prossimi passi per la composizione delle liste dovrebbero chiarire meglio il percorso  di una realtà che potrebbe rivelarsi come una vera e propria sorpresa  con cui Bersani potrebbe doverne  fare i conti  se venissero meno i richiami delle sirene del Professore.

Mi permetto dare un suggerimento a chi si preoccupa dei magistrati in politica  di prestare  maggiormente attenzione agli inquisiti ed ai condannati che ancora in numero nutrito si riaffacceranno in Parlamento e soprattutto ai partiti che li presenteranno non avendo intenzione alcuna di fare piazza pulita cacciandoli dal tempio.

7 commenti:

  1. Michele Morace
    ...ch' t'aggia dì !!! Condivido...

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  2. Pancrazio La Spina
    Stavolta non ti seguo. Per indole, formazione e convinzione uso io il modo indicativo; il congiuntivo mi condizione troppo. Gli elettori facciano fare a uno: "Viele Köche verderben den Brei", dicono i tedeschi, (troppi cuochi guastano la salsa), cioè che quando s'immischiano in tanti in una facenda non vien fuori nulla di buono. Troppi galli a cantar non fa mai giorno!

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    1. Caro Pancrazio, ma la nostra è una Repubblica Parlamentare , piaccia o non piaccia. Oggi con il sistema maggioritario si sono assottigliate le rappresentanze . Per quanto mi riguarda preferisco ci siano più galli anzicchè...uno solo. Capisce a me! Ciao

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    2. Pancrazio La Spina
      Mi sfugge per il momento il sistema preciso in vigore in Italia, che mi sa di pasticcio per composizione. Se un Monti vuole (ri)farsi politico, chi glielo può vietare? Se invece c'è un/a politico/a che promette meglio, ebbene lo/a si tiri fuori e si segua. Si, alcuni galli ci vogliono in un pollaio, ma in cima al letamaio c'è posto solo per uno, non certo un B., che abbia le credenziali buone.

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  3. Michele Morace
    ...non mi intendo di pollai o letamai...; credo che a "comandare" ...dovrebbe esser il POPOLO e non dei prestanomi nullafacenti che rispondono all'unico vero padrone : i SISTEMA dei finanzieri e banchieri...

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  4. 05.01.2013 - Antonio, guardando la bella foto del Caravaggio, mi chiedo: non ci sarebbe bisogno, anche oggi, di un CRISTO che, frusta alla mano, cacci via dai moderni templi (Parlamento, Regioni, Provincie, etc.) tutti quei "contrabbandieri" che hanno fato di quei nobili luoghi i mercati delle vacche?
    Ciao. N.M.

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    1. La foto della bella opera di Cecco del Caravaggio auspica proprio questo che nei tempi che viviamo e in una sana democrazia dovrebbero essere forze costituite da uomini che hanno a cuore il bene comune, il progresso sociale,il lavoro,i giovani la tutela degli anziani,dei portatori d'hanicap, dei più diseredati ma, al momento, non ho le visioni di Monti della luce in fondo al tunnel né grazie a Dio quella che scherzando Prodi disse: speriamo che non sia la luce prodotta dai due fari di un treno che ci viene addosso.

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