Questa splendida opera
di Francesco Boneri, meglio conosciuto come Cecco del Caravaggio,
allievo,modello e factotum del grande Maestro Caravaggio, raffigurante la
cacciata dal tempio è, a mio parere, la migliore rappresentazione delle parole
dell’evangelista Matteo.
E’ di quelle
rappresentazioni che meglio d’altre collimano con la voglia di far
piazza pulita nel mondo imbastardito della politica che non ha più legami con
la realtà, con quella che in maniera troppo abusata e di comodo viene definita la società civile.
Sono discorsi troppe
volte fatti in maniera accademica ma che purtroppo anche in presenza di un
clima apparentemente cambiato come rapporto tra i cittadini e la politica, non sembra che si sia ad un
punto di svolta.
Siamo in presenza di
una parte della politica che da vent’anni tenta di presentarsi come novità promettendo
di riformare il Paese rivoltandolo come
un calzino, che sostanzialmente ha
fallito nell’applicazione pratica e continua a recitare, anche se a fatica ,una
parte caratterizzata sempre dagli stessi
slogan, sempre ossessionata dagli stessi fantasmi, mostrando sempre la stessa
carota dell’abrogazione di questo o quell’altro ma certi di trovare i soliti
ingenui cui basterebbe soltanto l’eliminazione
dell’IMU per sentirsi appagati.
Da un altro versante
una forza che sa di essere vincente almeno dai sondaggi ma che non ha il coraggio di fare scelte politiche
precise e coraggiose strizzando sempre l’occhio ad un centro che non è più solo
quello dell’aspirante Presidente della Repubblica e in Parlamento da tempo immemorabile .
Un terzo incomodo oggi
più nutrito che tra nascosti desideri nostalgici di una D.C. di stampo doroteo, trova il suo coagulo nel Professore e
Senatore a vita tornato come d’incanto alla sua vera identità di uomo politico spogliatosi definitivamente di un ruolo che a fatica ha ricoperto per oltre un
anno e che ora cerca di rosicchiare voti a destra e a sinistra mettendo in moto
una migrazione di vecchie e nuove volpi
in fuga.
C’è poi una realtà di
movimenti che già da tempo hanno incarnato tutto il malcontento e la protesta , alcuni in avvitamento sulle
regole di autogestione che ritengo
pagheranno negativamente in termini elettorali a meno di recuperi negli ultimi
giorni se sotterreranno momentaneamente
le asce di guerre personali, altri
di recentissima formazione ma sostanzialmente partoriti da esperienze
locali come quello che fa riferimento ad Ingroia ma sostanzialmente elaborato e
voluto da tempo da De Magistris.
Partito con il piede
sbagliato, a mio parere, per eccesso di
onestà politica ed intellettuale di Ingroia: aver gettato due ami nel momento
sbagliato, uno al PD e l’altro al Movimento di Grillo per sentirsi sbattere subito due
porte in faccia; l’altro è l’aver chiesto ad uomini come Di Pietro e
Ferrero di fare un passo indietro, ma
con quale logica? Credo di intuire ma
sarebbe oltremodo ingeneroso e alquanto
squallido.
Ma il tema di fondo
del Movimento Arancione ed i punti
programmatici sono talmente fondamentali per
uscire dal pantano in cui il Paese si trova che sarebbe davvero un peccato non
coglierne gli aspetti più che positivi.
I prossimi passi per la composizione delle liste
dovrebbero chiarire meglio il percorso
di una realtà che potrebbe rivelarsi come una vera e propria sorpresa con cui Bersani potrebbe doverne fare i conti
se venissero meno i richiami delle sirene del Professore.
Mi permetto dare un
suggerimento a chi si preoccupa dei magistrati in politica di prestare maggiormente attenzione agli inquisiti ed ai condannati
che ancora in numero nutrito si riaffacceranno in Parlamento e soprattutto ai
partiti che li presenteranno non avendo intenzione alcuna di fare piazza pulita
cacciandoli dal tempio.

Michele Morace
RispondiElimina...ch' t'aggia dì !!! Condivido...
Pancrazio La Spina
RispondiEliminaStavolta non ti seguo. Per indole, formazione e convinzione uso io il modo indicativo; il congiuntivo mi condizione troppo. Gli elettori facciano fare a uno: "Viele Köche verderben den Brei", dicono i tedeschi, (troppi cuochi guastano la salsa), cioè che quando s'immischiano in tanti in una facenda non vien fuori nulla di buono. Troppi galli a cantar non fa mai giorno!
Caro Pancrazio, ma la nostra è una Repubblica Parlamentare , piaccia o non piaccia. Oggi con il sistema maggioritario si sono assottigliate le rappresentanze . Per quanto mi riguarda preferisco ci siano più galli anzicchè...uno solo. Capisce a me! Ciao
EliminaPancrazio La Spina
EliminaMi sfugge per il momento il sistema preciso in vigore in Italia, che mi sa di pasticcio per composizione. Se un Monti vuole (ri)farsi politico, chi glielo può vietare? Se invece c'è un/a politico/a che promette meglio, ebbene lo/a si tiri fuori e si segua. Si, alcuni galli ci vogliono in un pollaio, ma in cima al letamaio c'è posto solo per uno, non certo un B., che abbia le credenziali buone.
Michele Morace
RispondiElimina...non mi intendo di pollai o letamai...; credo che a "comandare" ...dovrebbe esser il POPOLO e non dei prestanomi nullafacenti che rispondono all'unico vero padrone : i SISTEMA dei finanzieri e banchieri...
05.01.2013 - Antonio, guardando la bella foto del Caravaggio, mi chiedo: non ci sarebbe bisogno, anche oggi, di un CRISTO che, frusta alla mano, cacci via dai moderni templi (Parlamento, Regioni, Provincie, etc.) tutti quei "contrabbandieri" che hanno fato di quei nobili luoghi i mercati delle vacche?
RispondiEliminaCiao. N.M.
La foto della bella opera di Cecco del Caravaggio auspica proprio questo che nei tempi che viviamo e in una sana democrazia dovrebbero essere forze costituite da uomini che hanno a cuore il bene comune, il progresso sociale,il lavoro,i giovani la tutela degli anziani,dei portatori d'hanicap, dei più diseredati ma, al momento, non ho le visioni di Monti della luce in fondo al tunnel né grazie a Dio quella che scherzando Prodi disse: speriamo che non sia la luce prodotta dai due fari di un treno che ci viene addosso.
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