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venerdì 1 luglio 2011

Le scivolate di Giannino e Battista

Che il giornalismo della carta stampata non viva proprio un momento felice è cosa risaputa.
Le motivazioni talvolta troppo semplicisticamente vengono addebitate alla crescita vertiginosa della comunicazione on- line ma sarebbe utile fare una riflessione anche sulla scarsa qualità, del numero sempre più esiguo di bravi editorialisti ormai ridotti ad un ristretto numero,ai soliti nomi che troppo spesso, come diceva un grande principe del foro napoletano di molti avvocati, amano solo ascoltarsi, amano essenzialmente leggersi nel caso di molti dei più rinomati editorialisti.
Certa stampa ha ripercorso le orme dei vizi della politica, pontificare dall'alto perché altri sappiano che ci sei, sparare giudizi avventati con la presunzione di detenere il Verbo.
Queste riflessioni non intendono minimamente sfiorare quelle testate specializzate ad attacchi mirati, del tutto personali, strumentali alla distruzione dell'immagine non solo dell'avversario ma del nemico di turno, di quanti si permettono di ribellarsi al capo-padrone, ma questa è un'altra storia penosa della quale non vale la pena neanche soffermarsi.
In questo fine settimana,per parlare soltanto di accadimenti più recenti, due giornalisti solitamente pacati, civili, hanno dato prova di caduta di stile ed anche di imbecillità in uno dei due casi.
Oscar Giannino
Oscar Giannino, volto noto ai più, solitamente gradevole anche non condividendone le riflessioni, intelligente,sempre pungente e talvolta riuscendo anche a mostrarsi fuori dagli schieramenti, parlando a Radio 24 ha dichiarato che i problemi di Napoli li può risolvere solo il Vesuvio, ovviamente come si fa in questi casi si tiene sempre a sottolineare un minimo di radici napoletane che non guasta mai per dare maggior credibilità alle stupidate dette.
Secondo il Giannino pensiero l'illegalità si risolve soltanto con un evento della natura, come se la storia, non solo degli ultimi anni, non esistesse, come se la politica degli ultimi 150 anni non avesse significato nulla.
Non è stata una uscita felice quella di Giannino,solitamente anche se su posizioni non condivisibili, non è mai scivolato tanto in basso, ha voluto quasi lasciar intendere di non conoscere le motivazioni storiche, i patti di ferro tra criminalità e politica, l'arroganza della classe politica tutta che ha sguazzato per decenni alle spalle della città costruendo fortune per pochi e miseria per molti.
Non è serio sputare la battuta ad effetto per compiacere chissà chi o semplicemente far parlare di se,perché è così che funziona nella comunicazione perversa dei nostri tempi.


Altro giornalista che in questi ultimi anni si è imposto sulla prima pagina del Corriere della Sera  è Pierluigi Battista che da circa una settimana impiega tutte le sue energie per discreditare il Sindaco di Napoli con argomentazioni seppur parzialmente condivisibile sul piano dell'opportunità ma incomprensibile sulla futilità degli argomenti trattati che fanno sorgere il sospetto ed in verità molto più di un sospetto che il bersaglio è troppo comodo,è li e bisogna colpire, poi è anche senza apparati cui stare attenti a non sfiorare.
Pierluigi Battista
 L'interventismo senza né capo né coda deve avere una sua logica e Battista non è giornalista sprovveduto ma superficiale si nel caso delle argomentazioni trattate fuori dal suo stile abituale che sa tanto di lavoro obbligato.
Peccato, diceva un mio vecchio saggio amico sacerdote, hai perso una buona occasione per tacere ed evitare una brutta figura con la tua coscienza, vai e confessati.

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