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venerdì 15 aprile 2011

Raggio di sole

Che il nostro sia sempre stato uno dei popoli più strani dell'occidente è cosa risaputa.
Un popolo che ancora va scritto con la lettera minuscola per le radicali differenze che superano di gran lunga quegli elementi indispensabili per la coesione di una comunità capace di farla sentire soggetto unico rispetto a valori che dovrebbero essere elementi condivisi.
Un popolo strano, diverso nelle più elementari sensibilità, che si autoconvince di essere talvolta ciò che in realtà non è.
Dai figuranti all'esterno del Palazzo di Giustizia di Milano al popolo viola che si autoconvoca in rete, dai falsi coniugi dell'Aquila nelle trasmissioni televisive farsa agli autoconvocati di Facebook contro l'immondizia di Napoli,dai processi televisivi dei soliti ospiti fissi del tuttologo Vespa alla inaspettata sollevazione dell'universo femminile contro il puttanume dilagante, dall'indifferenza di  parte del mondo giovanile troppo preso dal vuoto di certi ambienti alla morte di un giovane di 36 anni troppo preso dalla difesa dei diritti dei più deboli.

Grazie a Dio esiste un'altra Italia, quella che non ci fa arrossire all'estero, quella che non ci fa vergognare quando ci chiedono: italiano?,quella magnifica Italia delle persone perbene, dei lavoratori,degli imprenditori che non si vendono per un panino e mortadella ma nel silenzio lavorano per il bene di questo Paese.

E nel silenzio del suo impegno,un raggio di sole  si è spento nella maniera più barbara che il genere umano conosca, è stato impiccato.
Da un paesino sconosciuto della provincia milanese, nel silenzio più assoluto, parte per dare il suo contributo ad una causa di pace, per un impegno tra la gente sofferente di uno dei territori da sempre martoriato.

Nel silenzio come Vittorio, scopriamo in queste circostanze, che tanti altri giovani senza clamori, fuori del chiasso mediatico, hanno scelto la strada dell'impegno, del sacrificio personale, del rischiare in prima persona per la libertà di tanti altri giovani,vecchi,bambini,anziani.

"Restiamo umani è l'adagio con cui firmavo i miei pezzi per il manifesto e per il blog ed è un invito a ricordarsi della natura dell'uomo, io non credo nei confini nelle barriere, nelle bandiere.Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana".

Questo amava ripetere Vittorio Arrigoni , restiamo umani, e in tempi come quelli che viviamo dove la solidarietà, la disponibilità verso l'altro,la tolleranza, sembrano non appartenere più al genere umano dove la barbarie ha preso il sopravvento nei rapporti ,nella politica,nelle Istituzioni.

Grazie ad un raggio di luce spento troppo in fretta riscopriamo il senso vero della vita dei tanti che in silenzio ogni giorno donano la propria vita per gli altri.

4 commenti:

  1. Grazie per la bella pagina in onore e a ricordo di Vittorio Arrigoni, e' vero, un raggio di sole, una goccia di luce in questo buio: nemmeno lo conoscevamo e ora piangiamo la sua morte ingiusta e crudele e la sua lezione di vita e' come pelle viva nel cuore.
    Laura Mocellin

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  2. "Restiamo umani è l'adagio con cui firmavo i miei pezzi per il manifesto e per il blog ed è un invito a ricordarsi della natura dell'uomo, io non credo nei confini nelle barriere, nelle bandiere.Credo che apparteniamo tutti, indipendenteme...nte dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana".
    Questo amava ripetere Vittorio Arrigoni . Onore a un testimone di PACE, che ha pagato con la sua orribile morte, una scelta radicale, che implica coraggio, carità, amore
    Antonio Menna

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  3. L'umanita' si sta preparando al grande cambiamento...

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