di Antonio Menna
Il National People's Congress ha approvato il XII piano quinquennale per la CINA (2011-2015), con due obiettivi;
benessere dei suoi abitanti;
eliminazione delle disparità sociali, obiettivi il cui centro è la persona.
Il presupposto dal quale muove e si articola il piano, dà rilevanza al grado di soddisfazione dei cittadini ed al loro tasso di felicità.
Saranno costruiti 10milioni di alloggi a basso costo, l'assicurazione medica gratuita verrà estesa ad altri 8milioni di abitanti, con una rapida trasformazione urbana di 600 città emergenti, tenedo conto che nel 2030 , la Cina rappresenterà più di un quarto della popolazione anziana nel mondo.
Il lavoratore trova migliori e maggiori tutele, tra cui aumenti salariali dal 10 al 30%, destinati, in una catena virtuosa, a favorire i consumi e poco il risparmio, e rilanciare ancor più, di conseguenza gli investimenti e l'occupazione.
Nel 2005 la classe media era presente, prevalentemente, in 60 centri urbani, oggi lo è in 155, con una crescita dei ricchi già a 40-45 anni, consumatori del lusso.
Lo sviluppo delle energie rinnovabili sarà sostenuto ad un ritmo del 35% annuo, con una capacità realizzata pari a 1/3 di quella mondiale.
La spesa sanitaria passa dal 4,7% del PIL al 9%, con un investimento di 85miliardi di euro stanziati.
Per l'automotive, la Cina principale produttore di veicoli commerciali del mondo e secondo per le autovetture, conferma la volontà di supportare e diffondere massicciamente le auto elettriche.
Questa sintesi, tratta da un'inchiesta di Espansione, ci dice l'importanza attuale e futura della Cina, vero motore dell'economia mondiale e depositaria di titoli del debito pubblico di quasi tutti gli Stati.
L'insegnamento che ne se ne trae è che alla base delle scelte politiche, deve esserci una risposta chiara e forte alla soddisfazione della popolazione, alla eguaglianza socioeconomica, al tasso di felicità percepito e diffuso.
Un programma progressista, al cui centro c'è la Persona, con le sue rinnovate esigenze e bisogni, ma anche con la possibilità di realizzare desideri ed essere e sentirsi felice.
Il Taoismo cinese insegna che non basta credere fideisticamente, non basta lanciare slogan, bisogna operare e sentire la sacralità e il dovere della missione politica, servire il popolo trasformandolo, nei fatti, in nazione.
Una Nazione dove tasso di soddisfazione e felicità de popolo, determinano le conseguenti decisioni politiche.
Un bell'insegnamento e una bocciatura delle politiche" filolibertarie", europee e angloamericane, dove le diseguaglianze di tanti crescono contro i privilegi, sempre più ostentati, di pochi; una testimonianza che il Taoismo non è solo credere o partecipare a rituali, ma fare ed essere al servizio del popolo, perché prevalga il bene ed il benessere per tutti.

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