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venerdì 25 marzo 2011

Una moratoria di 12 mesi per il nucleare
Dov'è la fregatura?
C'è voluto un terremoto di dimensioni apocalittiche per scuotere l'attenzione della gente su  un tema che solo gli antinuclearisti storici da tempo andavano sgolandosi per far comprendere non solo il grado di inaffidabilità dei sistemi di sicurezza delle centrali ma soprattutto il superamento di un sistema di approvvigionamento energetico realizzabile in alternativa con energie rinnovabili.
La Germania, Nazione con alto numero di centrali nucleari, non sull'onda emotiva degli avvenimenti giapponesi ma già nel 2002 ha presentato un programma che prevede l'intero approvvigionamento  per tutto il Paese con energie rinnovabili entro il 2050.
Il Governo tedesco ha immediatamente disposto la chiusura di ben sette centrali e,da studio commissionato dallo stesso Governo ad una Università tedesca,è stata evidenziata la dannosità per la salute (leucemie e cancro) delle centrali in condizioni normali.
L'impiego delle energie rinnovabili ed il ricorso a tecnologie basate sul risparmio energetico sono la condizione indispensabile non solo per gli approvvigionamenti energetici dell'intero pianeta ma anche  per il superamento  di conflittualità per l'accaparramento di materie prime che comunque iniziano a scarseggiare.
Il 12 e 13 Giugno nel nostro Paese ci saranno i referendum ed in particolare quello sul nucleare.
Il Governo convinto sul nucleare, nei giorni degli accadimenti in Giappone ha riaffermato la propria volontà di proseguire sulla strada scelta.
Pochi giorni dopo ha deciso per la moratoria: dov'è la fregatura?


Siamo o non siamo in guerra?
La repressione in atto da parte del dittatore Gheddafi, non con l'uso dei manganelli ma con veri e propri bombardamenti sulla popolazione, ha messo in moto la consueta macchina da guerra da parte dei Paesi che per vocazione hanno l'interventismo umanitario "a sentimento".
Altri massacri che durano da anni come in Bareheim, Yemen,Sudan,Siria e dittature feroci come in Iran non meritano l'intervento umanitario?
In queste occasioni il nostro Paese ha la capacità di distinguersi sempre per comportamenti del tutto singolari.
Mi piace evidenziarne due.
Nella caratteristica tutta italiana del tradimento,come ben afferma Marco Travaglio, dopo aver accolto il dittatore Gheddafi come il grande amico dell'Italia, tra tende beduine,caroselli di cavalli,belle e giovani donne,soddisfazione di ogni capriccio del dittatore,sottoscrizione di patti a suon di miliardi di euro e affari del tutto personali, partecipiamo alla crociata contro il grande amico al quale qualche giorno prima il Presidente del Consiglio ha baciato le mani.
Poniamo a disposizione le nostre basi, schieriamo le nostre forze aeree, blocchiamo il traffico civile a Trapani ,insediamo il coordinamento sul territorio italiano ed il responsabile del Governo ci dice:"L'Italia non è in guerra", "i nostri aerei non sparano".
Ma a che gioco giochiamo? Ma sono proprio convinti che siamo una massa di deficienti?
Ma che Paese è il nostro? Ma quale credibilità internazionale abbiamo?
E' inutile giustificarsi voltando lo sguardo alla Francia, se proprio vogliamo guardarci intorno guardiamo alla Germania, certamente non comunista ,come ama etichettare gli avversari il Presidente del Consiglio.

Altra considerazione è la conversione al pacifismo di molti politici,politologi-tuttologi,giornalisti,opinionisti e soliti presenzialisti televisivi, addirittura dei tre giornali fotocopia specializzati in attacchi personali.
La conversione  a me, sinceramente fa piacere, ma è difficile dimenticare le affermazioni di taluni sulla giusta guerra in Irak fondata tutta sulle eclatanti bugie di Bush.
E se conversione deve essere, ben venga ma nella convinzione che "La guerra non si può umanizzare,si può solo abolire (Albert Einstein)".





1 commento:

  1. Quello che non ho mai letto da nessuna parte:
    ma siamo proprio sicuri che sia stato un terremoto a far esplodere questo o questi impianti nucleari o viceversa ?
    L'inversione dell'effetto con la causa e' un fattore comune a molti eventi.

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