Abbiamo vissuto i lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II e le fasi
immediatamente successive, come l’inizio di una nuova era per la Chiesa
Cattolica, aperta alla modernità, al passo con il mondo.
Abbiamo discusso,
dialogato,ascoltato, ci siamo confrontati con tante comunità nelle quali c’era
un fermento ed un’aspettativa oltre ogni ragionevole speranza ma, purtroppo, il muro non crollava mai, quel
maledetto muro posto a salvaguardia del potere e delle regole per le regole è
diventato sempre più resistente, molti caddero, molti pagarono, capimmo che non
c’era speranza.
Le forti resistenze degli apparati,
della Chiesa gerarchica e burocratizzata, della curia romana che ha esercitato
sempre una forte pressione e resistenza al cambiamento fino a condizionare i
pontefici che si sono succeduti frapponendosi e sbarrando la strada al
rinnovamento e anche questa volta sta
lavorando per far confluire i consensi su di una figura curiale possibilmente
italiana.
A questo esercizio di pressioni e
condizionamenti lavorano con speranza le varie organizzazioni che guardano con
favore ad esempio al card. Scola, come La
Comunità di Sant’Egidio e Comunione e Liberazione e anche la potente Opus Dei.
Un po’ come avviene per le nomine dei
top manager negli Istituti bancari o in altre importanti aziende dove
l’appartenenza all’Opus Dei è già un buon biglietto da visita per aspirare ad
alti e prestigiosi incarichi.
Per non parlare di altre
organizzazioni come I Legionari di Cristo, potente e discutibilissima
organizzazione mai messa in discussione neanche da Papa Giovanni Paolo II nonostante
le terribili storie che riguardano il suo fondatore tra fiumi di danaro,
amanti e porcherie varie.
Ma tutto questo esercizio di
pressioni e movimenti sotterranei inevitabili in qualsiasi consesso umano di
potere, nel caso della elezione del nuovo successore di Pietro, deve fare i
conti con la Curia come ha sempre sostenuto e riaffermato anche dopo le dimissioni
di Ratzinger, il Teologo Hans Kung :”La
Curia è l’ostacolo principale al rinnovo della Chiesa, a un dialogo ecumenico e
ad un’apertura al mondo moderno” e il Papa emerito è rimasto prigioniero
proprio della Curia.
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| Seán Patrick O’Malley |
Sarebbe questo il momento più propizio,
in un momento storico per la Chiesa molto difficile non solo per i fatti
gravissimi di pedofilia tenuti nascosti per decenni, per lo IOR sempre più
crocevia di fatti ed interessi poco chiari e dubbi movimenti di danaro , per le
fazioni sempre più agguerrite nella gestione del potere e non ultima la crisi
delle vocazioni, di fare un serio esame di coscienza se non vorrà ancor più
allontanare i credenti.
Occorre recuperare molto di più dei
duecento anni di arretratezza dei quali il compianto Cardinal Martini ha fatto
cenno, intervenendo su quei temi sempre tenuti da parte come il celibato dei
sacerdoti, il sacerdozio delle donne, un diverso atteggiamento per un'apertura verso i separati e
divorziati, la sessualità, il tema di fine vita,etc.
Occorre recuperare la figura
originaria che il successore di Pietro aveva nei primi secoli cristiani
abbandonando ,come opportunamente dice il teologo Vito Mancuso “la concezione monarchica e sacrale del
papato nata nel medio-evo”.
La figura che uscirà da questo
Conclave darà l’indicazione di una volontà o meno di attuare il messaggio
uscito dal Vaticano II per proiettarsi o meno ad un nuovo Concilio rifondatore
che spazzi via una visione gerarchica, di potere e affarismo che nulla hanno a
che fare con la Chiesa di Gesù Cristo fondata sui poveri, gli emarginati, gli
ultimi, avendo una visione di Chiesa Universale aperta sempre più alle altre
esperienze e realtà e demolendo tutto ciò che alla Chiesa autentica non
appartiene.
L’augurio è che ciò avvenga o per lo
meno che cominci una nuova era, prima
che sia troppo tardi.


Michele Morace
RispondiElimina...sarebbe già un APERTURA all'UMANITA' e più coerente con la RELIGIONE CRISTIANA...
Jovane Antonio
RispondiEliminasperiamo, ma sarà molto difficile !
20.03.2013 - Antonio, mai disperare, ok? ciao. N.M.
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