Le parole del mai dimenticato Don Tonino Bello, della Chiesa che
ci piace,ritengo siano le più belle da dedicare a quanti di voi seguono questo Blog. Auguri !
Se mi fosse
concesso di lasciare nella mezzanotte il trasognato rapimento della liturgia, e
aggirarmi per le strade della città, e bussare a tutte le porte, e suonare a
tutti i campanelli, e parlare a tutti i citofoni, e dare una voce sotto ogni
finestra illuminata, vorrei dire semplicemente così:
Buon Natale,
gente! Il Signore è sceso in questo mondo disperato. E all'anagrafe umana si è
fatto dichiarare con un nome incredibile: Emmanuele! Che vuol dire:
Dio-con-noi. Coraggio! Ai tempi di Adamo, «egli scendeva ogni meriggio nel
giardino a passeggiare con lui» (Gn 3,8). Ma ora ha deciso di starsene per
sempre quaggiù, perché non si è ancora stancato di nessuno e continua a
scommettere su di noi.
Mi chiedo, però,
se questi auguri, formulati così, magari all'interno di un piano-bar, o di una
sala-giochi, o di una discoteca, o di un altro tempio laico dove la gente, tra
panettoni e champagne e luci psichedeliche, sta trascorrendo la notte santa,
siano capaci di reggere il fastidio degli atei, lo scetticismo degli scaltri,
il sorriso dei furbi, la praticità di chi squalifica i sogni, il pragmatismo di
chi rifiuta la poesia come mezzo di comunicazione.
Mi domando se gli
auguri di Natale formulati così, magari all'interno della Stazione Centrale
dove tanta gente alla deriva trova riparo dal freddo notturno nella sala
d'aspetto (ma senza che aspetti più nulla e nessuno)..., faranno rabbia o
tenerezza, susciteranno disprezzo o solidarietà, provocheranno discredito o
lacrime di gioia.
Mi interrogo come
saranno accolti questi auguri dalla folla dei nuovi poveri che il nostro
sistema di vita ignora e perfino coltiva. Dagli anziani reclusi in certi ospizi
o abbandonati alla solitudine delle loro case vuote. Dai tossico-dipendenti
prigionieri di una insana voluttà di autodistruzione. Dagli sfrattati che
imprecano contro il destino. Dagli ex carcerati che non trovano affetto. Dai
dimessi degli ospedali psichiatrici che si aggirano come larve. Dagli operai in
cassa integrazione senza prospettive. Dai disoccupati senza speranze.
Da tutta
la gente, insomma, priva dell'essenziale: la salute, la casa, il lavoro,
l'accesso alla cultura, la partecipazione.
Mi domando che
effetto faranno gli auguri di Natale, formulati così, su tanta gente appiattita
dal consumismo, resa satura dallo spreco, devastata dalle passioni. Sulla moltitudine
di giovani incerti del domani, travagliati da drammi interiori, incompresi nei
loro problemi affettivi. Sulle folle di terzomondiali che abitano qui da noi e
ai quali ancora, con i fatti, non abbiamo saputo dimostrare di esser convinti
che Gesù Cristo è venuto anche per loro.
Mi chiedo per
quanti minuti rideranno dinanzi agli auguri di Natale, formulati così, coloro
che si sono costruiti idoli di sicurezza: il denaro, il potere, lo sperpero, il
tornaconto, la violenza premeditata, l'intolleranza come sistema, il godimento
come scopo assoluto della vita.
E allora? Dovrei
abbassare il tiro? Dovrei correggere la traiettoria e formulare auguri terra
terra, a livello di tana e non di vetta, a misura di cortile e non di cielo?
No. Non me la
sento di appiattire il linguaggio. Sono così denutrite le speranze del mondo,
che sarebbe un vero sacrilegio se, per paura di dover sperimentare la tristezza
del divario tra la formulazione degli auguri e il loro reale adempimento, mi
dovessi adattare al dosaggio espressivo dei piccoli scatti o dovessi
sbilanciarmi sul versante degli auspici con gli indici di prudenza oggi in
circolazione.
Anzi, se c'è una
grazia che desidero chiedere a Gesù che nasce, per me e per tutti, è proprio
quella di essere capace di annunciare, con la fermezza di chi sa che non
resteranno deluse, speranze sempre eccedenti su tutte le attese del mondo.
Buon Natale!
Don Tonino Bello - Vescovo

Alfonso Ardito
RispondiEliminaquando sara' NATALE......MA SOPRATTUTTO........QUANDO SARA' PASQUA?......
Jovane Antonio
RispondiEliminaun triste natale quest'anno !
Oggi è Natale, oggi è Pasqua e lo sarà ogni giorno perchè il cambiamento deve iniziare dentro il nostro cuore, dentro la nostra mente. Avremo allora la certezza di un Dio vicino a noi, se noi ci facciamo Suo strumento. La Sua vicinanza ci trasmette speranza, non disperazione. E se anche con un piccolo gesto, con un sorriso, con una stretta di mano (se non ci è possibile fare di più), noi avremo contribuito a quel grande disegno che Dio ha pensato per ciascuno di noi. Noi non potremo mai cambiare il mondo, il nostro prossimo ma possiamo cercare di trasmettere quello che abbiamo dentro e che cioè abbiamo incontrato Colui che renderà giustizia ad ogni uomo di buona volontà, partendo appunto dagli ultimi! Buon Natale!
RispondiEliminaMaria Angela Casano
RispondiEliminaun grande!