Fino a non molto tempo fa avendo serie difficoltà ad individuare una personalità autorevole nel PDL ,ritenevo Formigoni l’alternativa possibile a Berlusconi per guidare il PDL, data la sua estrazione e militanza in una organizzazione, per quanto discutibile, ma pur sempre una forza che è stata capace di imporsi nello scenario del cattolicesimo italiano con principi ispiratori in parte condivisibili poi velocemente contestualizzati con l’evolversi del movimento.
L’evoluzione più imprenditoriale che movimentista di Comunione e Liberazione e gli atteggiamenti sempre più da uomo di potere indiscusso della Regione del tutto va bene, hanno visto un Formigoni spavaldo e cieco dal caso Minetti agli ormai nove indagati del Consiglio Regionale.
Dalle accuse di corruzione, alle tangenti, al favoreggiamento della prostituzione il Presidente della Regione sembra non accorgersi anzi lancia battute sfoggiando una sicurezza ed una tranquillità che fanno ben comprendere che non è sfiorato minimamente dal pensiero di eventuali dimissioni.
Un Formigoni in perfetto stile legapdiellino dove la parola dimissioni è definitivamente cancellata dal vocabolario e,in verità, nella storia recente, soltanto l’ex democristiano Scajola, il deputato che a sua insaputa si è visto intestare un appartamento con vista Colosseo, le ha rassegnate senza batter ciglio.
Non spetta a me né intendo entrare nel merito delle accuse ai nove indagati, ma è possibile che il massimo rappresentante dell’Istituzione Regionale, tra i fondatori del movimento di Don Giussani, dove la coerenza,il rigore, il rispetto per le Istituzioni sono tra i capisaldi dei principi fondanti dell’organizzazione divenuta una vera e propria holding che annualmente organizza la sua Kermesse-passerella di politici, imprenditori e uomini di Governo , non avverta l’obbligo morale di dimettersi e mandare tutti a casa?
Per fatti di minore entità è possibile sciogliere i Consigli Comunali mentre per l’Istituzione Regionale, per episodi ben più gravi, non è previsto fare altrettanto.
E, intanto, il Consiglio Regionale della virtuosa Lombardia tra indagati, figli e amiche di ex ministri e segretari di partito , continua il suo cammino aspettando il decimo indagato.


Marcello Curti
RispondiEliminalombardia sempre più simile alla calabria, vergogna italia!!!