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martedì 21 febbraio 2012

Proteggere i ladri : quali?

"Vorremmo un sindacato che lotta anche fortemente con noi per tutelare il lavoro, ma che non protegge assenteisti cronici,  ladri e chi non fa bene il proprio lavoro" (Emma Marcegaglia)


“A vent’anni da Mani Pulite, Emma Marcegaglia scopre che la colpa di quanto accaduto è dei lavoratori, che secondo lei sarebbero ladri, e non degli imprenditori che hanno falsificato gare e appalti. Quegli stessi imprenditori che hanno rotto l’equilibrio della libera concorrenza, non hanno pagato le tasse, hanno nascosto i soldi all’estero. Marcegaglia commette un gravissimo errore : se vuole cercare dei ladri cominci a guardare in casa sua, cioè ai molti imprenditori che fanno parte di Confindustria e che hanno avuto ruoli importanti nella realizzazione di quella tangentopoli scoperta con Mani Pulite.” (Antonio Di Pietro)

Quante volte si dicono cose in maniera avventata senza riflettere, solo per il gusto di spararla grossa o magari volutamente, per innervosire l’interlocutore, per sferrargli un colpo che potrebbe servire alla trattativa.
Troppi ne ho conosciuti di dirigenti di azienda applicare la strategia dell’attacco per cercare di indebolire la controparte , molte volte anche per scarsità di argomentazioni da contrapporre o peggio per la propria mediocrità.
Non è da escludere che non poche volte il sindacato ha offerto la protezione a chi invece con i propri  comportamenti andava smascherato e denunciato ma che sia la rappresentante di una organizzazione che tra le sue fila annovera anche imprenditori che non sempre hanno avuto comportamenti leciti, questo credo sia di cattivo gusto e fortemente provocatorio.
Ritengo sia anche comprensibile che chi è preposto a salvaguardare i diritti e gli interessi dei propri iscritti, difficilmente sia disponibile a fare le crociate contro se stesso, a darsi la zappa sui piedi, cercherà sempre di risolvere al suo interno fatti che non produrrebbero nulla di buono per la propria organizzazione.
Sicuramente nelle prossime ore la strategia berlusconiana di smentire e correggere il tiro sarà senza dubbio applicata dalla signora Marcegaglia con grande soddisfazione dei suoi interlocutori.  



6 commenti:

  1. Michele Morace
    ‎...come spesso accade...si confondono le ISTITUZIONI ( Sindacati- Senato e Camera-Presidenza della Repubblica) con alcuni SPECULATORI che ,attualmente, ne ricoprono le cariche utilizzandole ai prorpi fini...

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  2. Rosa Noviello
    Antonio,questi voglioni distogliere l'attenzione dal problema vero che e' il lavoro. Con la crisi c'e' chi si e' arricchito e non sono i lavoratori, ma le imprese che delocalizzano, quelle che usano la cassa integrazione e fanno lavorare gli operai gratis, quelli me fanno i finti fallimenti e porta mo le soc.ta' all'estero. Ma per favore' or lo meno avessero il buon gusto di dare zitti!!!

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  3. Caro Antonio,secondo il mio modesto parere la Camusso e la Marcegaglia,relativamente a questo fatto,sono due ipocrite o vivono su marte.Provassero a chiedere,fuori dai denti, ai lavoratori cosa ne pensano del sindacato,dei sindacalisti e degl'imprenditori.E' risaputo che il sindacato difende i fannulloni,ladri e assenteisti.Il motivo è che ad ogni iscritto equivale una tessera,quindi più potere nell'assunzione di familiari-cortigiani/e vari,ed una trattenuta,quindi più soldi per gl'intrallazzi economici,per i congressi in località amene con al seguito familiari e,mi ripeto,cortigiani/e.Per i loro interessi sono scesi a patti con il potere e si sono venduti i lavoratori.Non per nulla non hanno più tanto seguito e ci possiamo permettere un Marchionne e l'attacco,pretestuoso,all'art.18.Di contro,la Marcegaglia stà in buona compagnia.Come li chiamerebbe i suoi fratelli,esemplari ed integerrimi, di lobby che dichiarano(quando lo dichiarano)meno degli operai,che portano i soldi in svizzera,che non fatturano?Mi piacerebbe che qualcuno facesse le pulci a questa bastarda,capitalista,nordista di colore marrone.

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    1. 22.02.2012
      Antonio, ritengo che il problema vada trattato con una maggiore moderazione e, se possibile, con maggiore freddezza.
      Ognuno fa il suo mestiere, l’auspicio è che lo faccia bene.
      La Marcegaglia tira acqua al mulino degli imprenditori, e fa bene; accusa i sindacalisti di tutelare fannulloni, assenteisti cronici e ladri, e fa bene.
      Non dobbiamo nasconderci dietro un dito: chi, come me, come te, e come tanti di noi, hanno vissuto per decenni la condizione di dipendente, sa quanti “colleghi” facessero solo finta di lavorare, facessero i furbi a discapito di quelli che, o per maggiore senso di responsabilità o perché avessero ruoli di “comando”, alla fine erano costretti anche a sopperire alle “deficienze” altrui, cosa che, per quel che mi riguarda, facevo volentieri se dovevo sopperire a vere deficienze, meno volentieri quando altri facevano i furbi.
      E se veniva evidenziato il fenomeno, ecco il sindacalista di turno sempre pronto a proteggere proprio quei furbi e a scagliarsi contro il padrone, il capo ufficio, i funzionario.
      Questa è la realtà che io, e tu, e tanti altri abbiamo vissuto, e che, probabilmente, ancora persiste.
      A mio avviso nuoce al sindacato questo atteggiamento, per cui, nei panni della Camusso e degli altri Segretari sarei più attento a difendere tutti, giacché, così facendo, non si tutelano veramente i lavoratori che fanno il loro dovere e si contribuisce ad alimentare la diffidenza nei confronti del sindacato.
      Nino Maio

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  4. Non posso certamente dire che il Sindacato talvolta ha difeso anche il fannullone ma,perdonatemi, è un po' come l'avvocato che di certo non rinuncia alla difesa di un cliente anche se convinto della sua colpevolezza. Quello che nella mia esperienza lavorativa ho trovato scandaloso sono i facili compromessi che taluni sindacalisti hanno fatto con l'azienda per tornaconto personale facendo carriera a sproposito. Ma come tutte le generalizzazioni non producono mai niente di buono. Dire che tutti i sindacalisti, difendono i fannulloni ce ne vuole.
    Nel caso trattato nell'articolo intendevo rimarcare che come spesso accade il bue chiama cornuto l'asino, come si dice. Non ho mai sentito Confindustria denunciare pubblicamente i propri iscritti presi con le mani nella marmellata , fregare i propri concorrenti con la corruzione, far parte di cricche e controcricche....
    Come spesso accade in questi nostri tempi strani e di grande confusione, si fa sempre di tutta un erba un fascio e a me questo gioco non piace e mai mi piacerà.

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  5. Antonio,tutto sommato sia tu che il sig.Nino avete detto le stesse mie cose.Voi avete fatto un giro di parole,io(senza presunzione,beninteso)sono stato più diretto.E' vero che non tutti i sindacalisti difendono i fannulloni ma la realtà è un'altra e diffuso il clientelismo e l'interesse personale altrimenti i lavoratori non starebbero in questa condizione d'arbitrio,d'illegalità,di precarietà.Tutti i diritti conquistati,anche abusati ma è una questione di tessere e di potere come ho detto(ma tre sindacati a che servono se i lavoratori sono uguali?) , si stanno perdendo; non per niente ci possiamo permettere un attacco fasullo e pretestuoso all'art.18 ed un Marchionne che se ne frega della legge che lo condanna al reintegro dei tre lavoratori o che non ammette in fabbrica la fiom o chi è iscritto ad essa.Come si fà a non fare di tutta l'erba un fascio se dalle cronache quotidiane della ns vita di nazione, emergono in ogni aspetto solo ruberie,clientelismo,assenza d'etica politica,affarismo senza scrupoli,Di cosa,tra quelle che contano e che fanno di una nazione uno stato affidabile e credibile, possiamo andare fieri?Se persino la Chiesa sta 'nguiata.Certo c'è l'esempio del volontariato,della protezione civile ma le fondamenta di una nazione le costruiscono i politici.Ma di chi parliamo?

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