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sabato 11 giugno 2011

Riappropriarsi della politica

E' un dovere o solo un diritto?
In questi giorni gli appelli al voto per i referendum sono venuti da più parti,a favore e contro, come è normale che sia in uno stato democratico.
Ciò che non è normale è l'invito da parte di uomini delle Istituzioni a non andare a votare, proprio come il Craxi di antica memoria, il Craxi che invitava ad andare al mare e oggi il caso vuole (il caso?) che proprio quegli uomini che rappresentano in qualche modo la continuazione del più autentico craxismo, ripetono quel motivo con lo stesso disprezzo per uno strumento previsto dalla Costituzione per abrogare o meno decisioni prese dalla politica.

Uomini di Chiesa come il Vescovo di Chieti Mons.Forte, hanno richiamato i cittadini al proprio dovere : ''I cittadini hanno il dovere di partecipare e di impegnarsi, i quesiti referendari sono di non poco conto, dal nucleare al legittimo impedimento", giorni fa decine di religiosi tra i quali il comboniano Padre Alex Zanotelli, si sono ritrovati in Piazza San Pietro per pregare a favore di una scelta ragionevole per l'acqua pubblica ed hanno trovato la polizia per identificarli, lo stesso Pontefice ha richiamato l'attenzione sulla necessità di operare scelte energetiche che rispettino l'ambiente e diano garanzie di sicurezza.
Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, coerentemente alla dichiarazione di indisponibilità a far costruire centrali nucleari sul proprio territorio, ha dichiarato che andrà a votare tre SI per l'acqua ed il nucleare.
Ciò che è inaccettabile è l'invito a disertare il voto e su questo do pienamente ragione a Beppe Grillo quando afferma di ritenere penalmente responsabili i rappresentanti delle Istituzioni che invitano al non voto.
Questo atteggiamento è l'ulteriore conferma,ammesso che ce ne sia bisogno, del degrado del senso dello Stato,dei doveri che ha chi è preposto a precise responsabilità pubbliche,che non può prendersi gioco ed usare a proprio piacimento strumenti di democrazia e di partecipazione popolare.
E' proprio questo atteggiamento che sta trasformando questa consultazione in un ulteriore referendum sulla classe politica che governa il Paese e si ritorcerà su quanti hanno voluto sfidare ancora una volta la gente,questa volta, in verità, senza offese ,senza definire chi va a votare un senza cervello, un coglione così come ebbe a dire il Presidente del Consiglio di questo Paese in analoghe circostanze.
Vedremo quale sarà l'epilogo di questa storia: se sarà superato il quorum con la vittoria dei SI, ci sarà sempre il nostro uomo ed i suoi fedelissimi pronti a dire che tanto i referendum sono inutili  ma non potranno far finta di non capire che la gente è stufa e non è più disposta a farsi trattare da sudditi incapaci e deficienti.


Occorre esercitare il proprio diritto di voto avendo la consapevolezza di compiere un dovere per se stessi ,per le future generazioni e per l'intera comunità.
Occorre dare un chiaro segnale di partecipazione per far comprendere che quando la politica non fa gli interessi della gente, è la gente che si riappropria della politica così come accaduto a Napoli e così come accadrà Domenica e Lunedi prossimi.

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